NARDO' - "In data odierna ho inviato al Sindaco del comune di Nardò ed al Presidente del consorzio Area Marina Protetta le mie considerazioni riguardanti la realizzazione di due manufatti in legno all’interno della zona A dell’Area Marina protetta".
Premesso che è necessario, importante ed indispensabile favorire la fruizione e l’accessibilità dei luoghi, ai diversamente abili e altrettanto necessario però che ciò avvenga seguendo le norme vigenti in materia, norme che devono valere per tutti sia per i soggetti privati che per i soggetti pubblici.
Ciò non mi sembra sia avvenuto per quanto riguarda la realizzazione di due manufatti in legno in località lido dell’Ancora ed insenatura San Nicola, manufatti che il comune ha realizzato nei due siti della zona A, di assoluto vincolo, dell’Area Marina protetta, grazie ad un finanziamento comunitario del progetto “ No barriere”.
Ho letto la missiva che in questi giorni dal comune di Nardò è stata indirizzata al presidente del consorzio AMP con cui l’Amministrazione comunale replica ad una richiesta di chiarimenti sulla questione. In tale documento il comune di Nardò fa delle osservazioni che per quanto mi riguarda non condivido.
Se è vero che il Piano comunale delle coste prevede delle piattaforme in legno per camminamenti sul demanio purchè possano essere fruibili anche da parte di diversamente abili, tale circostanza non giustifica l’intervento fatto in quanto il Piano non è stato ancora approvato e quindi non è applicabile; oltretutto c’è da chiedersi quale funzione possano assolvere pochi metri di passerella.
Sorgerebbe il dubbio che a qualcuno possa venire in mente di farne altro uso. In base alle previsioni del D.M. sull’istituzione dell’Area Marina protetta, decreto citato anche nella lettera del comune è previsto nel regime di tutela delle zone A, fra gli altri vincoli anche quello di vietare qualsivoglia attività che possa arrecare danno, intralcio o turbativa alla realizzazione dei programmi di studio e di ricerca scientifica da attuarsi nell’Area.
Proprio per questo risulta chiaro che un parere del consorzio AMP era necessario. Si ipotizza quindi una forma di superficialità o di abuso. L’ordinanza balneare del settore demanio della regione Puglia prevede di adeguare l’accesso al demanio per i diversamente abili, ma la stessa ordinanza rimarca che ciò debba avvenire compatibilmente con le esigenze ambientali e quindi come si fa a stabilire se tali esigenze siano state rispettate se nessun parere è stato chiesto?
Ed ancora il testo Unico per l’Edilizia, alla voce Edilizia libera, rimarca come si possano esigere interventi senza titolo abitativo per l’eliminazione delle barriere architettoniche a condizione che non comportino la realizzazione di rampe o ascensori esterni, cioè di manufatti che alterino la sagoma della struttura. Nel caso in questione è del tutto evidente che trattasi di manufatti realizzati “fuori sagoma“ non essendo presente nessun edificio o sagoma sulle spiagge dove sono state realizzate le opere in questione.
Per tutto ciò chiedo al Sindaco di regolarizzare tali interventi chiedendo agli enti competenti i necessari pareri ed autorizzazioni, o ancor meglio ripristinare lo stato dei luoghi ed effettuare dei manufatti che fungano non solo per la fruizione del demanio, ma anche da vere e proprie rampe di accesso al mare in siti che non abbiano regime di tutela così importante come quello in cui ricadano attualmente, tenuto conto che oltretutto le passerelle installate non giungono fino al mare.
Giovanni Siciliano - Vice Presidente Commissione Ambiente Provinciale