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Il rinnovo del castello comunale: occhio a chi gestirà il progetto ed i fondi

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NARDO' - In queste ore è stata data la notizia da portadiMare e dalla Gazzetta del Mezzogiorno che al Comune di Nardò sono stati assegnati 995mila euro per il recupero totale del Castello, sede del Palazzo di Città. Il recupero interesserà, così come riportato dalla notizia giornalistica, il torrione posteriore, con centinaia di metri quadri di scantinati. L'articolo ha come contorno la foto di Palazzo 
Acquaviva e quella del sindaco e del vicesindaco, con i quali mi complimento
perché credo che siano stati loro a tenere i contatti con il ministro Bray per
l'assegnazione dei fondi. Sento il dovere, però, di invitarli pubblicamente a seguire
costantemente e con ostinazione l'iter procedurale, perché, purtroppo, alcuni precedenti in tema di finanziamenti per il recupero di opere pubbliche, come tutti ricorderemo, hanno avuto epiloghi poco gradevoli. Ricordo loro che il 30 settembre dovrebbe essere il termine ultimo per lo svolgimento del bando di gara e la aggiudicazione dei lavori, pena la perdita del finanziamento. 
Si apprende dall'articolo che esiste già il progetto definitivo redatto dal settore lavori 
pubblici. E' auspicabile che il nuovo dirigente del settore lavori pubblici dia a detto settore una svolta che consenta di giungere al completamento di tante strutture che, in passato, o per perdita dei finanziamenti (asilo nido) o per alchimie incomprensibili 
(gerontocomio, Palazzo di Città dell'Incoronata), hanno determinato sul nostro territorio la presenza di cattedrali nel deserto. Purtroppo, a queste considerazioni inducono gli ultimi gravi episodi della perdita del finanziamento dell'asilo nido e del rischio di perdita del finanziamento del Museo del Mare, acciuffato per capelli in zona Cesarini. Comunque, per ora, un plauso al sindaco e al vicesindaco.
Non posso fare a meno di auspicare che la aggiudicazione tanto dell'esecuzione dei lavori, quanto della direzione degli stessi non avvenga con ribassi che poi debbano determinare intralcio nell'esecuzione dei lavori, varianti in corso d'opera ed affidamento della direzione ai soliti noti.

Giovanni Siciliano - Consigliere Provinciale