NARDO'/PORTO CESAREO - Il presidente del circolo di Legambiente di Nardò, Cosimo Giannuzzi, non usa mezzi termini: "Come spesso accade ci ritroviamo a combattere per difendere il nostro territorio, non solo dagli attacchi di chi vuole speculare ma anche da chi dovrebbe in qualche modo adottare una politica in difesa del territorio".
In un momento storico come questo è facile parlare di necessità lavorative che senza alcun dubbio devono essere tenute in conto, ma esistono varie forme, ed eventuali proposte da adottare in tal senso.
Superando quindi le "chiacchere e la demagogia, che... non ci interessano per nulla" esaminiamo la concretezza dei fatti. Viviamo in un territorio che punta allo sviluppo del turismo, cercando in esso una forte valenza economica,ambientale e sociale, una realtà quindi da tener in forte considerazione per un futuro lavorativo.
Ricordo al signor sindaco le battaglie che questo paese ha messo in atto negli ultimi 30 anni a difesa del suo territorio, dalla più importante di queste, che ha visto i cittadini di Nardò compatti a difesa dell' istituzione del Parco Regionale di Portoselvaggio e Palude del Capitano.
Ricordo al signor sindaco la proposta fatta per l'ampliamento dell'Area Marina Protetta per la salvaguardia dell' habitat marino del tratto costiero del territorio neritino.
A tale proposito, voglio anche ricordare la forte opposizione del comune di Porto Cesareo a questa proposta.
Ricordo al signor sindaco le battaglie fatte per l'utilizzo delle risorse idriche dagli agricoltori, a partire dalle battaglie per l'Arneo.
Infine, ricordo al signor sindaco, che anche noi siamo contrari ai pozzi neri che distruggono le falde, ma il problema non è CONDOTTA SI O CONDOTTA NO ma è come realizzare tali interventi.
Sulla base di queste brevi considerazioni, Legambiente si schiera CONTRO la realizzazione della condotta sottomarina, in località Torre Inserraglio in quanto ritiene che tale opera, oltre ad essere impattante per l'ecosistema marino è anche costosa ed inutile.
Le suggeriamo, quindi, una delle soluzioni concrete che possono essere adottate, ovvero la realizzazione di bacini di lagunaggio per effettuare la biofitodepurazione, che garantirebbero un adeguato e sostenibile smaltimento delle acque reflue e il loro possibile riutilizzo nelle attività agricole della zona.
La biofitodepurazione è un sistema naturale di depurazione delle acque di scarico costituito, da un bacino impermeabilizzato riempito con materiale ghiaioso e vegetato da piante acquatiche. La depurazione, avviene mediante l'azione combinata tra substrato ghiaioso, piante, refluo e microrganismi presenti, la ridotta complessità tecnologica e la spiccata semplicità gestionale, fanno di questo sistema la nuova frontiera per lo smaltimento delle acque reflue.
Tali impianti, sono già stati realizzati, con ottimi risultati, in diversi territori, uno tra questi è l'impianto di biofitodepurazione realizzato dall'Acquedotto Pugliese nel Comune di Melendugno.
Nardò, pullula ,di persone ed associazioni sensibili alle problematiche ambientali, ciò costituisce un valore aggiunto alla città, ricordi, quindi quello che lei promise :" salvaguardia ambientale, intervento attivo sostenibile, promozione economico-turistica".
Il presidente,
Cosimo Giannuzzi