NARDO' - Nonostante venti mesi di ritardo il Piano delle coste presenta ancora gravi criticità.
Sono più di una e tutte di grande importanza le criticità del Piano delle coste. Invito il Sindaco e l’intero Consiglio Comunale a chiarire le criticità che vado ad elencare:
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il PRG di Nardò non prevede alcun porto o darsena turistica, invece il Piano coste elaborato dai tecnici incaricati dal Comune prevede dei siti destinati a tale scopo. L’individuazione dei siti, però si pone in contrasto con la normativa dell’attuale PRG che noni li prevede. Il Piano delle coste quindi essendo in contrasto con il PRG vigente è illegittimo. E’ vero che la normativa nazionale in materia di porti turistici prevede la loro realizzazione in variante al PRG, ma è altrettanto vero che uno strumento di pianificazione come il Piano delle coste non può essere approvato in variante al PRG perché lo vieta la L.R. n 17 del 2006.
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Sempre riguardo ai porti il Piano delle coste si limita a recepire i siti dallo studio elaborato nel 2005 dall’Università. Quello studio individuava solo i siti compatibili dal punto di vista ambientale e non anche urbanistico. Non si può quindi individuare un porto in un area che non è compatibile urbanisticamente.
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Il Piano delle coste non risolve il problema della darsena tutt’ora presente a Santa Caterina in quanto tale darsena è ubicata in un sito destinato alla libera balneazione sia dall’attuale PRG sia dalla delibera di consiglio comunale del 1999.
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Molti siti per stabilimenti balneari sono stati individuati nelle marine di Santa Caterina e Santa Maria soprattutto sul lungomare tra le due marine. La realizzazione di tali strutture comporterà certamente l’avvento di turisti e l’aumento del traffico veicolare; dove sono i nuovi parcheggi utili per tale incremento di presenze? Non lo prevedono né il Piano delle coste né l’attuale PRG. Già oggi le nostre marine sono intasate dal traffico veicolare. Il problema dei parcheggi va affrontato prima della realizzazione degli stabilimenti.
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Il Piano coste elaborato dai tecnici incaricati dal comune appare a mio avviso una mera riproposizione dei vincoli vigenti nel territorio del comune di Nardò. Non trova pertanto spiegazione il tempo impiegato per elaborarlo.
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Il Piano delle coste non è adeguato al Piano paesaggistico regionale approvato dalla Regione Puglia lo scorso mese di agosto. Tale adeguamento è indispensabile altrimenti l’approvazione del Piano comunale delle coste sarebbe illegittima.
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La legge prevede che occorre concedere le aree attualmente non utilizzate per la balneazione. Il Piano coste invece prevede aree concedibili per stabilimenti balneari tra Santa Caterina e Santa Maria, utilizzate da sempre dai bagnanti quindi si devono individuare altre aree distanti dal centro abitato dalle marine per consentire anche aree di parcheggio per gli utenti degli stabilimenti.
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Il Piano delle coste aggrava la situazione dei tanti insediamenti abusivi presenti lungo la fascia dei 300 metri dal demanio, per cui bisogna riqualificare le aree degradate dall’abusivismo dotandole dei servizi indispensabili.
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Tutte le suddette criticità possono essere risolte con il nuovo PUG che rappresenta il principale strumento di pianificazione di ogni comune ed a cui il Piano delle coste non può non fare riferimento. Nella conferenza stampa nel dicembre 2012 era stato annunciato che il 2013 sarebbe stato l’anno del PUG. E’ evidentissimo che tra gli uffici Ambiente e Demanio ed Urbanistico è completamente assente la minima forma di raccordo. Tali ritardi ed inefficienze rappresentano un enorme freno allo sviluppo turistico ed economico del territorio visto che l’attuale PRG vieta categoricamente anche un solo posto letto e persino l’installazione di un campeggio.
Il Consigliere Provinciale
Giovanni Siciliano