Politica

Nel Pd di Nardò solo schiuma da "scuotimento" o c'è anche sostanza?

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NARDO' - Lo stato dell'arte nel Partito Democratico, le riflessioni sul recente congresso e le sue, per così dire, ricadute collaterali sull'amministrazione. Provando a proporre, al di là di questa "maionese impazzita", ciò che di positivo e utile si può costruire per la nostra città e i suoi cittadini. Ma c'è la voglia di farlo?

Il congresso cittadino del P.D. a Nardò è stato celebrato alla presenza di uno sparuto numero di tesserati, da 20 a 25, a fronte di 711 tessere sottoscritte e senza alcun confronto politico. Questo è avvenuto non solo a Nardò, ma in tante città dal Nord al Sud d’Italia, come le cronache ci raccontano. La lezione che se ne ricava è questa: contano più le tessere del partito, mentre la competizione viene surclassata dalla conta delle tessere, comunque procacciate.

Tutto questo ha il sapore di un imbroglio, svilisce e offende il P.D, sia perché lontano dalla tradizione della Sinistra, sia perché affossa ogni speranza di buona politica.

Vincere in congressi senza competizione, con tante tessere spurie che, con grande ipocrisia, vengono definite “democratico allargamento della base” che senso politico ha? Eppure, quel piccolo pezzo di carta ha in sé il potere di far ritrovare d’incanto in giunta, in quota P.D, un assessore, Marinaci, ex UDC, senza che il P.D. ne sappia niente, in un gioco delle tre carte. E non è detto che è finita qui con i giochini!

A questo punto della consiliatura servirebbe invece un bel tagliando che desse conto ai cittadini dei risultati fin qui conseguiti dalla Giunta, per trarne le dovute conseguenze. Noi non ci appassioniamo a questi traccheggi e vorremmo che si ponesse mano ai problemi che sono gravi e sono tutti lì. Primo fra tutti quello del lavoro.

Che fine ha fatto il Piano Coste e il Piano Parco? Si tratta di ritardi colpevoli perché rendono impossibile a quanti lo volessero, soprattutto giovani, di organizzarsi per mettere su delle attività previste dai piani e creare lavoro.

Né è più rimandabile l’assunzione di un progetto alternativo per risolvere il problema della condotta sottomarina, che è snodo essenziale per salvaguardare un lungo tratto della nostra bella costa e tutelare così il “Futuro” della nostra comunità e il suo sviluppo turistico.

Incredibilmente senza risposta è rimasta l’interessante proposta lanciata qualche tempo fa dall’imprenditore L. Barbetta sulle pagine del Quotidiano, volta a rivitalizzare e rilanciare il settore del tessile-abbigliamento, recuperando e valorizzando l’artigianato e le maestranze locali e prefigurando la nascita di una “scuola di alta formazione” nel settore della moda. Ci pare questo un campo strategico in cui andrebbero profuse le energie di chi governa la città, se si vuole dare una spinta propulsiva alla crescita e al rilancio di questo settore industriale e, in prospettiva, creare “occasioni” di lavoro.

Di queste cose concrete, come cittadini, vorremmo che l’amministrazione si occupasse, dando risposte rapide e conclusive. Le tessere gonfiate o fasulle, gli assessori che, cambiando casacca, salgono e scendono come Gigetto o si apprestano alla staffetta , le meschinità e le beghe infinite che ci deliziano ogni giorno sono roba ormai indigesta per la pubblica opinione.

Costruire Insieme