NARDO' - Sui problemi inerenti la fitodepurazione, le condotte sottomarine, il convogliamento dei reflui di Porto Cesareo sul territorio di Nardò, e sui benefici che eventualmente potrebbe averne un mega centro turistico in fieri, sono completamente d’accordo con i contenuti della lettera del Sindaco Risi inviata ai competenti organi.
Lettera che, d’altronde, sintetizza la volontà della commissione comunale e dell’intero Consiglio. Quindi, tale lettera, boccia chiaramente il progetto dell’assessore Maglio e dell’ufficio Ambiente di Nardò. Ormai da un po’ di tempo a Nardò, si ripetono i tentativi di condizionare la maggioranza su scelte non condivise da tutti. Durante la riunione di maggioranza tenutasi ieri sera a palazzo Personè, riunione alla quale erano assenti i coordinatori delle liste, perché non invitati, si è parlato quasi esclusivamente di nuove consulenze esterne da affidare per la stesura del piano del Parco.
Fra lo stupore di qualche consigliere comunale, qualcuno, e cioè il dirigente ha affermato che l’ufficio non è in grado di continuare a redigere tale strumento di pianificazione e che per tanto sarebbe necessario conferire incarichi esterni al dott. Giacomo Marzano, al dott. Leonardo Beccarisi, all’ing. Romina Alemanno ed al geometra Giannuzzi Mimmo, per altro affermando che questi professionisti, hanno già lavorato alla stesura del Piano gratuitamente.
A tal proposito è d’obbligo una domanda: “ chi ha autorizzato detti professionisti a svolgere tali mansioni per conto del comune? Come mai, nonostante ben sei incarichi conferiti in precedenza l’ufficio non è riuscito ad ultimare il Piano del Parco?
Come mai il dott. Marzano, coordinatore, e l’ing. Romina Alemanno già nominati in precedenza, risulterebbero tra quelli a cui conferire un nuovo incarico mentre altri 4 professionisti sarebbero lasciati da parte? “ Se il Piano del Parco non è stato ultimato nonostante le sei consulenze, il coordinatore ( dott. Marzano ) non ha forse le sue responsabilità, se invece al contrario lo studio del Piano è terminato e si tratta solo di adeguarlo al Piano paesaggistico regionale è sufficiente la sola figura del dirigente al quale sono stati riconosciuti nel giugno scorso parecchie migliaia di euro di produttività. Le consulenze esterne oltretutto, sono da bocciare anche alla luce di una situazione economico finanziaria delle casse comunali abbastanza critica.
Secondo me la migliore soluzione sarebbe quella di inviare alla Regione tutto il lavoro svolto finora perché nomini un commissario per ultimarlo e sottoporlo prima all’attenzione della commissione Ambiente comunale e poi all’intero Consiglio.
CARI CONSIGLIERI COMUNALI SVEGLIATEVI. E’ IL CONSIGLIO COMUNALE SOVRANO E NON QUALCUNO CHE INTENDE FARE IL BELLO E IL CATTIVO TEMPO.
Il Consigliere Provinciale
Giovanni Siciliano