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Reflui: è il classico gioco delle "tre carte". Prima no, poi ni, poi sì?

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NARDO' - "A proposito della questione della condotta sottomarina e del collettamento dei reflui di Porto Cesareo a quelli di Nardò, il sindaco Risi, da un lato ha recentemente dichiarato che per l'amministrazione rimane ferma la posizione di netta contrarietà al collettamento dei reflui e della condotta sancita da una delibera di Consiglio Comunale, dall'altro invece, sembrerebbe dare ragione al suo assessore (e la cosa ci preoccupa) parlando del fatto che si sta ragionando su un ipotesi di progetto sulla fitodepurazione per il trattamento degli scarichi fognari di Nardò e Porto Cesareo".

Insomma, parrebbe il classico gioco delle "tre carte". Prima No, poi Ni, poi Si?
Speriamo di no, perché sulla questione abbiamo dato merito al sindaco (plaudendolo) di non avere abbassato la testa (almeno questa volta) nei confronti di Regione e AQP, e non vorremmo, nell'interesse di Nardò, essere smentiti.
Intanto, siamo in attesa di conoscere i dettagli della proposta divulgata nei giorni scorsi dell'assessore. Anche se, dalle indicazioni che ci ha fornito finora, in sintesi, sembrerebbe emergere la volontà di procedere al collettamento dei reflui non depurati di Porto Cesareo al depuratore di Nardò (che si aggiungerebbero ai nostri). Qui, una volta subito un processo di trattamento primario, dovrebbero essere affinati attraverso la fitodepurazione (come trattamento secondario) e successivamente  destinati al riuso irriguo, mentre la parte eccedente finirebbe in mare attraverso una condotta sottomarina di circa 1000 metri (a fronte dei 2.400 metri che un esperto della materia ci indica quale distanza necessaria per evitare il ritorno di alcune sostanze verso la costa).
Questa seconda ipotesi, a nostro giudizio, presenta alcune criticità. Innanzitutto è necessario premettere che la fitodepurazione nasce come un processo di affinamento secondario per realtà di piccole o medie dimensioni, varianti da 2000 a circa 10.000 abitanti. Questo perché, per depurare al meglio il refluo sono necessari almeno 5 mq di suolo disponibile per abitante. In ogni caso, la qualità dei reflui sanificati attraverso tale processo depurativo (la fitodepurazione in ogni sua forma) non può essere destinato al riutilizzo in agricoltura perché non si riescono a raggiungere i parametri previsti dalla cosiddetta "tabella IV" (reflui extra affinati, i soli che per legge possono essere utilizzati in agricoltura).
Questo, a meno che il trattamento che avviene nel depuratore non produca reflui da tabella IV, ma a questo punto non servirebbe a nulla la fitodepurazione in quanto i reflui potrebbero essere direttamente utilizzati per usi irrigui, mentre la parte eccedente che finirebbe a mare sarebbe costituita solo da acqua pulita, rendendo superflua la costruzione della condotta (in sintesi potrebbe rimanere l'attuale scarico in battigia).
Inoltre, non risulta esserci un "piano di uso irriguo" per avere contezza della quantità di acque effettivamente necessaria agli agricoltori per i loro bisogni (ad onor del vero è da oltre un anno che la Regione lo ha richiesto al Comune). Altra circostanza, non di poco conto, anzi la più importante, riguarda il calcolo della quantità di abitanti equivalenti, durante il periodo estivo, di due località turistiche come Nardò e Porto Cesareo. Prima di proporre la fitodepurazione per la depurazione degli scarichi fognari congiunti di Nardò e Porto Cesareo, sarebbe quanto mai opportuna una simile analisi, viste le caratteristiche di tale metodo depurativo.
Ecco perché noi continuiamo a sostenere che il concentramento dei reflui di due grosse località turistiche come Nardò e Porto Cesareo rappresenterebbe un rischio ambientale che Nardò non può permettersi. La Regione e l'AQP ne prendano atto e si sforzino di trovare una soluzione che non contempli lo scarico congiunto.

Noi x Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale

Andare Oltre
Pippi Mellone - consigliere comunale