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Siciliano in crisi perché questa maggioranza non gli piace? Mellone, tentatore, si insinua...

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NARDO' - Comprendiamo le difficoltà di "un'anima critica" come il consigliere provinciale Giovanni Siciliano.

 

E' davvero difficile avere a che fare con questa maggioranza... E per questo capiamo il suo maldestro tentativo odierno di "salvare" almeno il sindaco dalla deriva a cui questa amministrazione sta portando la città.

Bene ha fatto Siciliano a rimarcare alcuni problemi che affliggono la Città, ma, purtroppo per Nardò, quelli citati ne rappresentano solo una parte. Guardate, ad esempio, come sono ridotte le strade cittadine nonostante siano già state spese decine di migliaia di euro. In particolare spicca lo stato pietoso in cui è ridotta una delle arterie strategiche cittadine, quella di via Milano.

E mentre i neritini sono quotidianamente alle prese con queste criticità, Risi e suoi si apprestano a dispensare inutili consulenze, ad inventarsi inesistenti (per gli Enti Locali) figure professionali quale quella del "collaboratore del Dirigente" da conferire alla dott.ssa Bonsegna, ad assentire allo scarico dei reflui di Porto Cesareo nel nostro mare, a disfare il piano scolastico regionale creando disagi a bambini, genitori e docenti, ad essere "ininfluenti" sulla questione dell'Ospedale, a dispensare proroghe alle Ditte già concessionarie di servizi per conto del Comune, anziché indire nuove gare.

Tra le tante proroghe ricordiamo quella del servizio di igiene urbana (tra l'altro non ancora formalizzata), la cui gara avrebbe potuto consentire risparmi superiori al previsto 10% circa (dovuto alla circostanza che quest'anno rispetto allo scorso non sono previsti adeguamenti contrattuali ai dipendenti).

Quanto al "plauso" di Siciliano al primo cittadino per l'obiettivo raggiunto del risanamento dei conti comunali, è appena il caso di evidenziare che, finora, questo governo cittadino è andato avanti con il bilancio approvato dal Commissario Straordinario e che, in ogni caso, è troppo semplice rispettare il Patto di Stabilità non riconoscendo i debiti fuori bilancio in Consiglio Comunale entro i termini previsti dagli articoli 193 e 194 del TUEL (esponendo così i Consiglieri Comunali alla scure della Corte dei Conti), e non pagando i fornitori.

Pippi Mellone
Futuro e Libertà per l'Italia