Politica

Tutti pazzi a Palazzo! E Siciliano fa lo psichiatra

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NARDO' - "Cose da pazzi durante lo svolgimento dei lavori del Consiglio comunale tenutosi ieri sera a Nardò" dice il consigliere provinciale.

Non ero presente ma mi è stato riferito che qualche consigliere comunale della maggioranza abbia proposto, durante lo svolgimento dei lavori del Consiglio l’allontanamento dalla maggioranza stessa di un consigliere comunale componente anche egli della maggioranza, che di sovente non condivide, contestandone i contenuti, molte scelte dell’Amministrazione. Io ritengo, che nonostante tutto ciò a cui si assiste in Italia da un po’ di tempo, viviamo ancora in un regime di democrazia, per cui nessuno può permettersi di mettere alla porta chi non è delle stesse idee.

La coalizione che governa Nardò, nelle elezioni del 2011 è stata ammessa al ballottaggio per una manciata di voti e tra quei voti in virtù dei quali l’attuale maggioranza ha vinto le elezioni amministrative vi erano certamente i consensi del consigliere che oggi si vorrebbe emarginare. Tutto ciò non rientra nei canoni della democrazia, ma appartiene a chi, per propri obiettivi tenta di liberarsi di chi non è delle sue stesse idee. Anche il sottoscritto in una riunione di maggioranza, tenutasi quando ancora vi partecipavo, subì il tentativo di emarginazione.

A tal proposito ringrazio i consiglieri di maggioranza che ritennero di considerarmi persona su cui riponevano la loro fiducia. In un paese civile e maturo chi non tollera le altrui idee, deve avere la capacità di ascoltarle, anche se il più delle volte sfociano in dure ed aspre critiche. E’ un paese intero che sta duramente criticando tantissime scelte di questa Amministrazione, ed io condivido il malessere diffuso e comprendo soprattutto chi in maniera disperata ed esasperata tenta di smuovere le acque. Concludo, con un appello al Sindaco.

Il sottoscritto essendo tra coloro che ritengono che la speranza è l’ultima a morire chiede al  Sindaco di voltare pagina e ricordarsi che ha sottoscritto un programma elettorale che fino ad oggi è stato completamente tradito. Più volte il primo cittadino ha confidato a me e ad altri che c’è qualcosa che non va. A quando il cambiamento? Speriamo che il proverbio che dice che la speranza è l’ultima a morire, non debba essere sopraffatto dall’altro proverbio che dice, chi di speranza vive disperato muore.

Giovanni Siciliano