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I fallimenti della gestione Risi secondo Giovanni Siciliano

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NARDO' - Gli auguri ai neretini con una lettera aperta al Sindaco.

Dopo aver ascoltato il discorso del Sindaco in occasione degli auguri ai dipendenti comunali, non posso fare a meno di esternare le mie considerazioni.

Caro Sindaco esattamente in questi giorni, alla fine dello scorso anno, con una conferenza stampa ti impegnavi per l’anno 2013 a creare le condizioni per l’espletamento di alcuni punti programmatici che avrebbero determinato un importante contributo per lo sviluppo del territorio.

Così non è stato. Il 2013 non ha visto nascere né il PUG né il Piano delle coste, non ha visto realizzate le condizioni per una diminuzione della pressione fiscale, anzi, tutti i tributi e le tasse di competenza comunale sono aumentati.

Eppure, PUG, Piano delle coste, diminuzione della pressione fiscale erano tra i punti prioritari del programma elettorale 2011. Continuare nell’elencare i vari punti delle linee programmatiche per i quali non si è neanche ai nastri di partenza sarebbe troppo lungo.

Fino ad oggi ho costantemente sottolineato e posto alla tua attenzione attraverso lettere protocollate tante cose che non vanno per il giusto verso senza purtroppo essere stato da te preso in considerazione. Se fossi stato tra i tuoi consiglieri comunali non avrei votato il Bilancio di previsione 2013 in quanto non prevede nulla ed è servito solo a sanare scelte che erano state già adottate e del tutto poco felici.

Ed allora Sindaco a due anni e mezzo dal tuo insediamento, con un Bilancio non certo rispecchiante quello che era il tuo programma elettorale, per dimostrare ai cittadini di Nardò la voglia di cambiare in meglio, cambia bruscamente rotta. Non spetta certo a me doverti suggerire come fare, tu lo sai, ma fino ad oggi non hai avuto il coraggio di farlo.

Io so soltanto che nel mondo dello sport un buon allenatore, quando la squadra non va, corre ai ripari cambiando qualche giocatore e rimodulando i ruoli di quelli che restano, prima che la squadra retroceda.

Noi siamo ad un passo della retrocessione. Non potremo certo più vincere il campionato, ma almeno si tenti la salvezza. Fa si che prevalga il proverbio della speranza che è l’ultima a morire anziché quello che, chi di speranza vive disperato muore. Purtroppo secondo me a prevalere sarà il secondo proverbio.

Giovanni Siciliano