NARDÒ - «Sei parlamentari del Movimento Cinque Stelle arrivano a Nardò senza scorta e senza auto blu per un incontro pubblico. Il già capogruppo al Senato Vito Crimi prende il microfono e saluta così: "Ciao a tutti, sono Vito". Nemmeno alle assemblee studentesche c'erano questi incipit, semplici e diretti. Vedremo come andrà, non ho da dire altro in questo momento. Di certo c'è che i cittadini italiani volevano e vogliono un approccio simile. Lo hanno capito, finora, solo il Movimento Cinque Stelle e il Vaticano. Per il resto questa nuova classe dirigente (espressione che probabilmente i grillini detestano, ma io la uso lo stesso per descriverli: non è un insulto essere classe dirigente) mi è sembrata molto meglio di come viene descritta da quello che loro definiscono "regime". Troppe differenze tra me e loro, o forse tra me e il loro capo. Ma con questi ragazzi bisogna fare i conti. E non è detto che sia un male.» Con le parole del giovane Stefano Manca introduciamo il resoconto della giornata a 5stelle dedicata al Fondo di Garanzia per il microcredito alle piccole e medie imprese.
In una sala gremita di gente si è svolto l’incontro organizzato dal Movimento 5 Stelle di Nardò dedicato specificamente al Fondo di Garanzia per il microcredito alle piccole e medie imprese.
Presenti Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi, Maurizio Vincenzo Santangelo, Vito Crimi, Carlo Martelli, Daniela Donno.
Barbara Lezzi, al Senato in commissione Bilancio, ha illustrato con precisione il funzionamento del fondo: il fondo di garanzia permette alle PMI di ottenere direttamente in banca, e ovviamente solo in banca, una copertura a garanzia parziale (l’80%) delle somme di cui si ha bisogno per la propria attività. Esiste una possibilità anche per le start-up ad innovazione tecnologica e di processo, quindi anche una nascente impresa con tali caratteristiche può chiedere alla propria banca di sostenere parte del finanziamento con la garanzia di soldi statali.
Come ha sottolineato Vito Crimi, al Senato in commissione Affari Costituzionali, il fondo di garanzia è uno strumento che esiste già da molti anni. È stato previsto infatti dalla legge 662 del 1996, ma purtroppo le banche non sempre lo hanno sfruttato per supportare le richieste di credito di quelle imprese con poche garanzie proprie. “L’esistenza del fondo di garanzia deve diventare di pubblico dominio, non deve essere sussurrato solo agli amici e agli amici degli amici”, così Crimi, senza tanti giri di parole.
A Crimi ha fatto eco Maurizio Vincenzo Santangelo, al Senato in commissione Industria, commercio e turismo, e attuale capogruppo, ricordando che il Movimento, con l’attività parlamentare mirata iniziata subito dopo le elezioni e finanche costretto ad accamparsi in tenda per quasi tre giorni sotto al Ministero Economia e Finanze, è riuscito ad ottenere nel dicembre scorso l'apertura dell’apposito “capitolo d’entrata al bilancio statale” e il codice Iban ed ha quindi potuto arricchire questo fondo destinato alle imprese, da anni esistente -ricordiamolo ancora-, con i tagli dei propri stipendi, atto volontario che il Movimento vorrebbe venisse adottato anche dagli altri partiti.

Dal pubblico molte domande sul fondo; gli imprenditori presenti hanno contestualizzato con proprie esperienze le richieste di chiarimenti su questa opportunità creditizia. Ma l’incontro ha dato anche vita ad un dibattito aperto su diversi altri temi: dal reddito di cittadinanza (per il quale il Governo non sta cercando di individuare risorse) all’Europa e il patto di stabilità. Un cittadino ha chiesto perché il Movimento non provvede a costituire una propria banca in cui depositare i soldi del finanziamento pubblico e i tagli ai compensi, la risposta di Carlo Martelli, Santangelo e Crimi ha addirittura sconvolto un imprenditore che ha chiesto che gli venisse ripetuta: “meno soldi gestiamo più restiamo liberi e vi rendiamo liberi di votare, fare una banca nostra e metterci a dare soldi sarebbe voto di scambio, anche se alla lontana, e vi sentireste obbligati a votarci”.
Carlo Martelli, al Senato in commissione Ambiente e Territorio, e Daniela Donno, al Senato in commissione Agricoltura e produzioni agroalimentari, hanno trattato poi il tema dell’amianto e delle discariche in generale, suggerendo determinate azioni per la prassi corretta dello smaltimento dell’amianto, pericoloso se resta abbandonato nelle nostre campagne o sui tetti delle case. La Donno ha consegnato alcuni documenti al gruppo di Nardò relativamente all’interrogazione sollevata dai 5 Stelle neretini in Parlamento alla fine del 2013 sulla discarica di Castellino. Il Movimento 5 Stelle Nardò ha quindi ricordato ai presenti la raccolta firme dei prossimi 8 e 9 febbraio, sia a Nardò che a Galatone ed insieme ad altre associazioni, per impedire l’ampliamento della discarica di amianto in zona Vignali-Castellino.
C’è stato poi un veloce passaggio sugli ultimi gravi fatti avvenuti in Aula, su quella tagliola che ha stroncato la discussione parlamentare sul decreto non urgente e soprattutto non omogeneo (tra i requisiti del ricorso a tale strumento) IMU-Bankitalia, fatto che ha esautorato ulteriormente un Parlamento italiano già da anni in crisi di identità a causa dell’abuso della decretazione d’urgenza da parte del Governo, con la compiacenza di un capo dello Stato anche per questo messo dal Movimento in stato d’accusa, il cd. impeachment. Lo ha illustrato molto bene Maurizio Buccarella, al Senato in commissione Giustizia e membro della Giunta per il Regolamento.
Erano presenti attivisti della intera provincia, rappresentanti dei meetup di Galatina, Lecce, Lequile, Arnesano, Galatone, San Pancrazio Salentino e altri.
Ha impressionato la serena e intensa partecipazione da parte dei cittadini e la grande naturalezza dei cittadini-parlamentari, due fattori che devono contraddistinguere questa nuova stagione della politica italiana e uno stile di vita rinnovato. Che si torni a fare le cose con competenza, umiltà, disponibilità e anche con quel pizzico di spirito polemico che non guasta, poiché è la logica e improcrastinabile risposta a decenni di scempiaggini di una malapolitica affaristica e lobbistica, che ha devastato in modo pandemico l’intero territorio italiano, piagando famiglie e imprese.
MoVimento Cinque Stelle Nardò.
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