NARDO' - E' il gran giorno per le fondamenta della “nuova ” giunta in cui – ed è questa la novità – oltre a qualche volto nuovo, forse un paio e forse donne, arriverà anche un energico rimescolamento delle deleghe. Ma la riunione è un flop perché i delegati si presentano disordinatamente e con qualche "abusivo". Una situazione ridicola che dimostra, ancora una volta, la poca maturità dei rappresentati politici della maggioranza.
Alle 19 di ieri sera, infatti, il sindaco Marcello Risi ha incontrato segretari o commissari di Udc, Nardò per Risi, IoSud e Nardò Insieme (che doveva presentarsi con due rappresentanti distinti ma ce n'era uno solo), Partito Democratico e Progetto Nardò. Poi anche i capigruppo di altre tre formazioni che sarebbero dovute essere rappresentate dai capigruppo: Semplicemente neritini (Daniele Piccione), Nardò nel cuore (Sergio Orlando) e Impegno Civile (Totuccio Calabrese). In verità, poi, le cose sono andate diversamente e si è giunti ad una rappresentatività disordinata della federazione delle civiche con la presenza di Giovanni Portorico e Ottavio Piccione.
Sarebbero mancati solo – e già il nome del gruppo ne spiega il motivo – gli “Indipendenti” e cioè Maria Antonietta Coppola e Salvatore Antonazzo. Diciamo, quindi, che si doveva trattare di un vero e proprio conclave di metà mandato, troppo spesso rimandato, che doveva andare avanti fino a tarda ora e cioè fino a quando non sarebbero state definite le troppe questioni rimaste, fino ad adesso, chiuse in un pentolone indiavolato.
Tra tutte le parti coinvolte pare ci sia la volontà di proseguire con l’esperienza amministrativa intrapresa nel 2011 ma la necessità di una revisione è stata espressa da troppi gruppi o singoli consiglieri: Calabrese in primis ma poi anche la corposa federazione delle civiche. In questi due anni tanti sono stati gli episodi che hanno mutato in profondità il dna della coalizione vincente soprattutto per la colpa originaria di alcuni partiti di aver messo in piedi liste elettorali tenute insieme con le mollette da bucato.
Parliamo, ad esempio, dell’Udc che ha portato cinque consiglieri comunali per poi deflagrare miseramente in gruppi e gruppetti. Ciò ha comportato la “sopravvivenza” di assessorati-zombi – quelli retti da Flavio Maglio e Giancarlo Marinaci - sostenuti solo dalla buona volontà dei delegati ma con un debolissimo conforto in Consiglio.
Poi l’estromissione dell’assessore di Sel che è quello che, sicuramente, verrà riassegnato. Inevitabile che il sindaco tirasse per le lunghe l’azzeramento, il rimpasto o i rimpiazzi: era opportuno vedere come, dopo il terremoto, si sarebbero riposizionati i singoli assessori. Ad accontentare subito i gruppi che, faticosamente, si sono riformati dopo la deflagrazione dell'Udc, infatti, Risi avrebbe rischiato di ritrovarsi dopo pochi mesi a dover rifare i conti con le bizzarrie di ulteriori gruppi e gruppuscoli.
La novità, si diceva, è che si dovrà cercare un nuovo equilibrio mantenendo tutti (o quasi) i delegati ma rimescolando le deleghe e ridistribuendone il peso.
Ma il tentativo di ieri è naufragato miseramente dopo mezz'ora: la Federazione delle civiche si è dimostrata quello che è e cioè una formazione ancora più slegata dell'Udc. Unita quando deve protestare e criticare, divisa quando deve costruire. Tanto è vero che si è presentata con diversi delegati quando la riunione era riservata solo ai segretari politici.
Ancora più paradossale la situazione di IoSud e Nardò Insieme, altra "Ati" occasionale quqndo si è votato nel 2011 ed ora gruppo che si sta inesorabilmente slegando: c'era solo il rappresentante di Nardò Insieme, Claudio Filograna. Non è cosa di poco conto se si pensa che il gruppo è quello che ha richiesto con più forza l'azzeramento delle deleghe e deve, secondo accordi interni, sostituire il 28 febbraio il proprio assessore, Giuseppe Fracella, per una sorta di staffetta di metà mandato.
Insomma, non sono rose e nemmeno stanno per fiorire. Ora è tutto rimandato a domenica mattina ma il sindaco ne esce, paradossalmente, rafforzato: quelli che non funzionano e che non sanno nemmeno quello che vogliono sembrano proprio i suoi alleati.