NARDO' - "Con delibera 7 del 15 marzo 2012 la giunta comunale autorizzò l’allora dirigente del Lavori Pubblici, ing Piero Formoso, ad indicare la gara per la manutenzione di immobili, strade, marciapiedi e verde pubblico.
Gara il cui procedimento di appalto iniziò con la pubblicazione della determina 341 del 02 maggio 2012 che, come per la delibera di autorizzazione, ha la firma dell’allora responsabile finanziario per la copertura contabile. Dalla delibera si può evincere la copertura per gli anni dal 2012 al 2017. In quella sede la procedura utilizzata fu assolutamente rispettosa del comma 7 dell’art. 183 del Dlg 267/2000 che così recita:
7. Per le spese che per la loro particolare natura hanno durata superiore a quella del bilancio pluriennale e per quelle determinate che iniziano dopo il periodo considerato dal bilancio pluriennale si tiene conto nella formazione dei bilanci seguenti degli impegni relativi, rispettivamente, al periodo residuale ed al periodo successivo
Con la delibera che qui è in discussione, invece,i consiglieri sono chiamati a violare la specifica legislazione prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, facendoci credere che il consiglio possa, appellandosi a leggi inapplicabili agli anti locali (che, ripeto, hanno una compiuta e completa legislazione specifica nel Decreto Legislativo 267/2000 che viene appunto denominato Testo Unico degli Enti Locali) per avallare gli errori commessi dal settore economico finanziario nella predisposizione del bilancio pluriennale.
Invece di tener conto di quanto approvato dalla Giunta e determinato dal dirigente, infatti, il responsabile del settore finanziario che è anche Segretario Generale ( lo stesso segretario generale che controlla e testimonia la legittimità delle delibere ed assicura la pubblicazione delle determine), durante l’elaborazione del bilancio 2012 e pluriennale 2013 e 2014 dimentica – lui o chi per lui – di considerare un impegno da 560.000,00 euro all’anno nella formulazione dei bilanci, appunto, 2013 e 2014.
Ed ora per coprire queste mancanze siamo chiamati noi che dovremmo assumerci responsabilità finanziarie per violare l’unica legge di riferimento degli enti locali in virtù, invece, di una legge generica. Ci piacerebbe sapere come si configura la motivazione addotta ed avallata con specifica firma dall’attuale dirigente dell’Area 1 – Lavori Pubblici e dell’attuale dirigente dell’Area 5 – economica finanziaria rispetto all’esistenza, fin dal 2000, di un testo unico che specifica l’intero ambito della contabilità applicabile agli enti locali.
Nella delibera che sottoponete con tanta fretta all’attenzione del consiglio comunale si legge:
le maggiori spese necessarie vanno autorizzate dal Consiglio secondo i principi della contabilità generale dello Stato applicabili agli enti locali in caso di carenza di norma specifica (legge 421/92 ed art. 16 legge 468/78);
Riteniamo al contrario che le responsabilità debba prendersele solo ed esclusivamente chi non è STATA SUFFICIENTEMENTE ACCORTA da considerare tutto ciò che era necessario nella predisposizione del bilancio annuale e pluriennale
Riteniamo che la procedura di gara debba essere assolutamente conclusa per rispetto alle tante famiglie di Nardò che aspettano di ricominciare a lavorare (argomento che già di per sé rappresenta una ragione valida) ma, al pari, riteniamo che il consiglio comunale e la giunta abbiano già adottato tutti gli atti che la legge consente di deliberare e che, invece, l’adozione di questa delibera ecceda i poteri del consiglio.
E’ troppo facile dirigere ed essere responsabili per chiamare invece in causa i consiglieri quando si commettono errori, grossolani errori per disattenzione o peggio per presunzione.
La procedura di gara deve essere conclusa e portata a termine, ma deve essere conclusa nel rispetto della legge. Chiediamo pertanto che la delibera venga ritirata perché inutile, dovendo invece il settore finanziario trovare l’adeguata soluzione al problema dallo stesso creato e chiediamo che tale proposta sia inviata al Nucleo di Valutazione affinchè possa stabilire la gravità di questo tentativo di gravare sul consiglio comunale la responsabilità dell’errore contabile provocato".
Oronzo Capoti