NARDO' - Imparare a ‘vedere’, però con la giusta luce. Un po' di storia sull'ascolto della luce. Che sembra, solo apparentemente, una cosa assurda.
Quando si interviene con l’arredo urbano in un centro storico, di solito, ci si pone in ‘ascolto’ del luogo (almeno così insegnano, alle matricole, nelle facoltà, al primo anno di architettura).
Il sindaco Salvatore De Benedittis, negli anni dal 1957 al 1962 amministrando la città volle progettare di persona i caratteristici lampioni di piazza Salandra. Dunque si pose in ascolto per poter ‘vedere’ quale migliore forma e tecnologia artigianale si adeguasse, al ‘tono’ dell’intera piazza Salandra. Venne convinto da una forma di “mimesi”, suggerita forse dalle decorazioni settecentesche stesse della piazza. Ad eseguire il lavoro fu il bravo maestro Luigi Cappello. Poi, quarant’anni dopo, un ufficio comunale gestisce l’organizzazione dell’illuminazione di piazza delle Erbe e di Corso Vittorio Emanuele II, compresa la facciata dell’ex pretura e dello spazio della piazza. Con quale risultato?
L’Osservatorio per meglio comprendere l’intervento, suggerisce di riflettere su: l’atmosfera da presepe napoletano, assunta da piazza Salandra, l’illuminazione cimiteriale di Corso Vittorio Emanuele II (compresa l’errata illuminazione della facciata della pretura ‘distratta’ da ombre autoportate sugli stessi edifici), dove a volte si scontrano differenti intensità luminose proiettate da sorgenti tecnologicamente diverse sconvolgendo così la bella lettura delle facciate e trasformando lo spazio in un congestionato luogo di distrazione. La luce sbagliata è, a volte, un vero “rumore di fondo”.
Tempo fa, fu addirittura paventata la possibilità di togliere i lampioni perché ‘indecorosi’.
Veramente paradossale!
Secondo voi, dunque, chi ha saputo meglio, porsi in “ascolto” del luogo i cui stava intervenendo ?
la domanda rimane sempre la stessa ? A o B ?
L’ “Osservatorio sulla città” di Nardò, ha sempre auspicato (ed a conferma della sua lungimiranza ora molti nodi arrivano puntualmente al pettine) la creazione urgente di un ufficio per il centro storico. Fatto da personale competente o almeno sensibile all’ascolto dell’architettura ‘per’ e ‘del’ nostro centro storico.
A conferma di un concreto interessamento del problema vedi:
Gazzetta del Mezzogiorno del 10/02/2009 pag. X,
Gazzetta del Mezzogiorno del 19/02/2009 pag. XI
“Osservatorio sulla città” Nardò (Le)