NARDO' - Riportiamo quello che ci scrive il consigliere comunale Pippi Mellone e attendiamo una pronta replica dell'Amministrazione comunale. Nel frattempo, una domanda ci viene spontanea: ma chi cacchio chiamate con i soldi nostri? Signori, datevi una regolata perché non ci sono più i margini per fare cose di questo genere. Tenendo sempre a mente che un gesto immorale lo è anche in tempi di vacche grasse.
Con la determina nr. 65 del 14 febbraio 2014 l'Amministrazione Risi ci fa un gran bel regalo per San Valentino. La dirigente del settore economico finanziario impegna per il pagamento delle fatture telefoniche per l'anno 2014 l'astronomica cifra di 293.000 euro. Ci aumentano le tasse di 1.800.000 euro e ne usano 300mila solo per telefonare.
Sì, avete capito bene, la macchina amministrativa neretina spenderà quasi 300mila euro nel 2014 in telefonate. Una previsione di spesa incredibile per una macchina amministrativa a dir poco impantanata che ha prodotto tante tasse e tanti sprechi. Non è la prima volta che denunciamo i telefoni bollenti di Palazzo Personè, l'anno scorso, infatti, la nostra attenzione si concentrò sui telefonini in dotazione ai politici. Un privilegio assolutamente medievale di cui Risi e i suoi paiono però non voler fare a meno e di cui anzi abusano (solo il sindaco ci è costato 4.397 euro nel 2012)
Ebbene a fronte di un aumento spaventoso di Imu ed Irpef, cartelle a pioggia per Tosap e passi carrabili, parcheggi a pagamento ovunque, Risi e i Suoi prevedono di investire una cifra pazzesca in spese telefoniche. In un momento storico caratterizzato da una molteplicità di mezzi di comunicazione a prezzi irrisori, dai social network, da Skype, da whatsapp da offerte telefoniche concorrenziali, con conseguenti grandi vantaggi per i consumatori, il comune di Nardò spende il 17% dei soldi incassati con l'aumento delle tasse, deciso da Risi e i Suoi nel dicembre scorso, in telefonate.
Ebbene, informiamo la Giunta Risi e i suoi dirigenti che esistono offerte "all inclusive" praticate indifferentemente da tutte le principali compagnie telefoniche che, al costo di 25 al mese (300 euro l'anno), consentono di telefonare senza limite alcuno. Un contratto questo che consentirebbe, per la cifra stanziata il 14 febbraio scorso, di sottoscrivere quasi 1.000 accordi simili per 1.000 apparecchi differenti. Considerando che il Comune di Nardò ha, invece, un centinaio di dipendenti, il risparmio sarebbe quindi di circa il 90% dei costi predetti.
Il sindaco in queste ore, tra un rimpasto annunciato e l'altro, si è speso molto a pubblicizzare la social card 2014 per le famiglie più povere. Un provvedimento sacrosanto, sia chiaro. Ebbene a fronte di 100mila euro di impegno di spesa annunciato in pompa magna dal primo cittadino per la tessera in favore delle famiglie più povere, la Giunta Risi stanzia 3 volte la cifra suddetta per telefoni e telefonini vari (alcuni dei quali, lo ricordiamo, a servizio dell'apparato politico).
Chiediamo al sindaco, qualora si interessi ancora di ciò che succede nella sua Città, di fare innanzitutto un gesto simbolico ed importante, in netta discontinuità con i primi 30 mesi del suo mandato: restituisca il cellulare in suo possesso costato, solo nel 2012, oltre 4.300 euro ai neretini e inviti i suoi assessori a fare lo stesso. In secondo luogo rinegozi le "offerte" telefoniche di cui usufruisce il comune di Nardò. In un momento di grave crisi economica in cui le famiglie, anche neretine, soffrono i morsi della fame anche per pagare tasse e gabelle, non è ammissibile un simile spreco.
Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante
Andare Oltre
Paura ieri sulla statale 101 direzione nord alle ore 20,00. Sull'utenza 113 , giungevano numerose segnalazioni inerenti un'autovettura Citroen C1, che percorreva la statale contromano.
La volante del Commissariato P.S. di Nardo' , intercettata l'auto in questione, con abile manovra riusciva a bloccarla. L'azione, per quanto difficile e rischiosa anche per gli operatori, si rivelava efficace e risolutiva in quanto, utilizzando sirene e lampeggianti si riusciva a "scortare " il conducente nei pressi dello svincolo della zona industriale di Galatone e qui lo ponevano in sicurezza.
La manovra risultava oltremodo difficoltosa atteso il cospicuo transito di veicolo in quei frangenti e la scarsa illuminazione del tratto di strada interessato.
Al momento dell'identificazione del trasgressore, gli operatori si rendevano conto di trovarsi di fronte una persona anziana in evidente stato confusionale; infatti l'ottantacinquenne D.M.A. di Galatone non era in grado di riferire cosa fosse accaduto, mostrando di non essere pienamente cosciente, al punto che si rendeva necessario, su sua indicazione, ricorre all'intervento di un suo nipote al quale veniva affidato.
Ovviamente all'anziano signore, veniva ritirata la patente di guida e comminata la sanzione amministrativa di Euro 318,00 con contestuale decurtazione di punti 10 .