Politica

PD FLAME 5 - All'opposizione in Consiglio, all'opposizione nel partito

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NARDO' - Forse, ormai, sarebbe il caso di parlare di una sorta di incompatibilità caratteriale e politica tra Mino Natalizio e Marcello Risi? Che senso ha, dunque, parlare di partito, programmi, condivisioni? Ecco la nota di Noi X Nardò.

Parte molto male il neo segretario Rino Giuri, e lo fa attraverso una dichiarazione sul congresso che mira a cambiare le carte in tavola. E' un gioco a cui noi non siamo abituati e che non ci appassiona.

La presenza al congresso di qualche sparuto rappresentante di qualche componente aveva l'unico obiettivo di sottolineare, direttamente al segretario provinciale, il dissenso su quanto stava avvenendo. Le diverse rappresentazioni che vengono ora date ai fatti non servono certo ad unire il partito, come invece sarebbe dovere fare per un segretario che voglia ritenersi tale.

Il congresso del P.D. neritino del 1° marzo scorso, consumatosi in appena due ore, alla presenza di circa 70 persone su settecento e passa iscritti, è stato il congresso di una sola parte del P.D., quella che ruota intorno al sindaco Risi. Questi non ha mai voluto, in tutto questo tempo, accettare di aprire un tavolo di confronto per individuare, in preparazione del congresso, delle direttrici comuni, stabilire un'intesa sulla organizzazione del partito e sulle proposte politiche da portare avanti.

Da qui la necessità, per Risi, di forzare all'improvviso la data del congresso, dopo quattro mesi di inspiegabile stallo, e di fare in fretta per vincere (?) in solitudine e senza competizione, avendo come obiettivo la creazione di un partito personale.

Stante queste condizioni, né Costruire Insieme, né Noi x Nardò, né la componente di Lorenzo Siciliano e Antonio Tiene vi hanno preso parte, in aperto dissenso.

Nonostante ciò, anziché fermarsi a riflettere, rimandando la data del congresso, come pure è stato esplicitamente chiesto dall'ex sindaco Sasso, si è proceduto ad eleggere con un pugno di voti, una quarantina appena, un segretario che, a differenza dell'elezione di quello regionale, non rappresenta la sintesi unitaria delle diverse componenti del partito, ma è unicamente espressione di Risi. Perché quattro mesi fa De Maglio, con una regolare votazione e 160 voti non è stato eletto, mentre oggi Giuri, con pochissimi voti ottenuti per alzata di mano viene eletto? E' evidente che c'è qualcosa che non va in tutto questo.

Dispiace che il dirigente provinciale Abaterusso, che presiedeva i lavori, abbia avallato queste procedure e questi metodi discutibili, che sanciscono una profonda spaccatura nel partito.

L'auspicio rivolto dalla presidente provinciale del partito Paola Povero all'aggregazione e all'unità non ci trova indisponibili, a condizione comunque che si resetti tutto e venga finalmente istituito quel tavolo di confronto politico a tutto campo, da noi sempre richiesto invano, quale presupposto indispensabile per celebrare un congresso degno di questo nome, nell'interesse del Partito Democratico.

Facciamo perciò appello al segretario regionale Michele Emiliano perché intervenga autorevolmente per far nascere a Nardò un partito finalmente normale.

Costruire Insieme; Noi x Nardò; Lorenzo Siciliano