NARDO' - Un personale contributo alla verità in merito al congresso cittadino del PD.
Dopo aver letto i vari articoli apparsi sugli organi di stampa e sui blog in merito al congresso del circolo del PD di Nardo' mi preme sottolineare alcuni aspetti.
Nonostante svolga da circa un anno il ruolo di capogruppo del PD in seno al consiglio comunale, ho appreso che il congresso del circolo cittadino del PD si sarebbe svolto in data 1 e 2 marzo, solo quattro giorni prima.
Tale data mi è stata comunicata dal sindaco in occasione di una riunione, da lui convocata in data 24 febbraio, quando ha voluto incontrare gli amministratori comunali tesserati PD per affrontare il tema del congresso cittadino. Fino a quel momento vi era stato il silenzio assoluto sulla organizzazione del congresso, mentre la decisione della data congressuale era stata già presa dalla segreteria provinciale con l'avvallo di una sola componente del partito vicina al sindaco Risi.
In quella riunione ho manifestato il dissenso mio personale e quello della componente che mi onoro di rappresentare (che fa riferimento all'associazione Costruire Insieme), sia per i tempi troppo stretti che per il modo con cui si stava arrivando al congresso. Infatti non c'era mai stato, da parte della segreteria provinciale, nei lunghi quattro mesi che ci separavano dal congresso provinciale, alcun segnale di interessamento alle tormentate vicende del PD locale.
Ho altresì chiesto che si potesse aprire da subito un tavolo di confronto e di riflessione sull' organizzazione e strutturazione del partito e che perciò venisse rinviata la data del congresso. Per tutta risposta il giorno dopo sono stati affissi i manifesti di convocazione mentre incominciavano ad arrivare le lettere ai tesserati. Era il segnale esplicito della volontà di chiusura ed esclusione.
Ho sempre creduto che la città' di Nardò' avesse bisogno di un PD forte ed autonomo che sapesse affrontare energicamente le varie problematiche cittadine; un partito che fosse vicino all'amministrazione comunale, ma che al contempo fungesse da stimolo per la buona amministrazione cittadina.
Non mi appartiene l'idea che il partito debba essere troppo amico e plasmato sulla volontà dell'amministrazione perché tutto ciò' rende debole il partito e l'amministrazione stessa. Chi ha voluto accelerate i tempi del congresso, sottraendosi al confronto, ha un'idea di partito molto diversa dalla mia.
Insieme a pochi amici abbiamo deciso di presenziare (cosa ben diversa dal partecipare) ai lavori del congresso, a dire il vero scarni e frettolosi, per esprimere il nostro dissenso al segretario provinciale su quanto si era fatto fino ad allora e chiedere di rimandare il congresso. Offrivamo al contempo la nostra disponibilità ad una comune riflessione politica per recuperare il tempo perduto (proposizioni che sono state rappresentate egregiamente dal Prof. Cosimo Sasso nel suo intervento) richiamando la responsabilità della segreteria provinciale fino a quel momento latitante. La nostra mozione non è stata accolta e si è voluto procedere secondo il loro programma. Fare la richiesta di rinviare il congresso per dare spazio ad una comune riflessione, è stato per noi l'estremo tentativo di dialogo, non accolto, teso a ricomporre l'unità del partito.
Personalmente speravo anche di poter conoscere e presentarmi al segretario provinciale Piconese poiché in questi quattro lunghi mesi di sua gestione non avevo avuto il piacere di conoscerlo, né lui ha mai avuto l'accortezza (o avvertito la necessità) di "sentire" il gruppo consigliare del PD o il capogruppo per sapere come andavano le cose a Nardo' (avrà avuto altri interlocutori più qualificati!) Non mi è stato possibile farlo in quanto il segretario ha abbandonato l'assemblea a metà dei lavori.
Nonostante vi sia stata da parte nostra e di altre componenti la manifesta volontà di riprendere il dialogo e la riflessione e nonostante l'invito pressante rivolto al neoeletto segretario da parte della presidente provinciale Paola Povero ad "aggregare e sostenere una nuova classe dirigente che insieme a lui dovrà mettersi alla guida di questa macchina politica mettendo a disposizione le tante competenze ed esperienze ancora una volta mortificate", non abbiamo assistito ad alcun passo verso questa direzione.
Questi atteggiamenti tendono ad escludere piuttosto che includere e suscitano in me tante domande, le stesse che si pongono i tanti cittadini non impegnati attivamente in politica, su quello che rappresentano oggi i partiti, sul loro ruolo e sulle loro responsabilità riguardo ai cronici malanni di cui soffre la nostra società e la nostra città.
Rocco Luci
Consigliere comunale