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Congresso Pd: il neo segretario non se la tiene. E risponde a tutte le obiezioni

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NARDO' - Pur in presenza di una catena di esternazioni dal contenuto pesante e costellate di affermazioni non veritiere, mi ero imposto di non contribuire ad alimentare le polemiche, già fin troppo esasperate, che hanno riguardato il Circolo PD di Nardò nella fase post congressuale. Mi sono reso conto però che l’assenza di repliche rischia di conferire veridicità a talune affermazioni, che invece vanno confutate a ragion di fatti, di numeri e di regole.

 

Preliminarmente rilevo che, in oltre 4 mesi (da ottobre 2013 a febbraio 2014), le voci che ora levano alte le loro proteste, non hanno chiesto direttamente al Segretario Provinciale del Partito di regolarizzare la situazione del Circolo di Nardò. Questa esigenza è stata invece rappresentata agli organi provinciali da alcuni tesserati che, pur non avendo avuto alcuna funzione dirigente nei precedenti organi del Circolo (Coordinamento e Segreteria), hanno avvertito l’urgenza di dare al partito di Nardò organismi democratici in grado finalmente di confrontarsi con i problemi della città e con l’ente locale.

In vista della convocazione dell’assemblea congressuale, autorevoli rappresentanti della Segreteria Provinciale hanno correttamente fatto conoscere l’orientamento dell’esecutivo provinciale di indire senza ulteriori indugi il Congresso del Circolo. Tant’è vero che il Vice Segretario Provinciale Toma, raccogliendo precise richieste avanzate dal Coordinatore di Noi x Nardò, aveva organizzato un incontro nella sede del Circolo, a partecipare al quale aveva anche invitato la Presidente dell’Associazione Costruire Insieme, che – stando alle dichiarazioni di Toma – aveva opposto un drastico rifiuto. Neanche Natalizio, che l’incontro aveva sollecitato, vi ha poi partecipato.

Sottolineo che anche gli eletti hanno avuto la possibilità – in due distinti incontri – di confrontarsi sulla questione del Congresso e della condivisione delle responsabilità negli organismi dirigenti. Nel corso di questi incontri è stata manifestata la disponibilità a chiedere agli organismi provinciali il rinvio anche di un mese della data del congresso: pure questa proposta è stata rigettata con la motivazione che, prima di arrivare al congresso, il Circolo doveva essere commissariato.

E’ questo il deplorato mancato coinvolgimento? Chi si è sottratto al confronto? Con riguardo alla partecipazione all’assemblea congressuale, ribadisco che durante il dibattito – assolutamente da nessuno scoraggiato o limitato – erano presenti un centinaio di tesserati (il salone delle assemblee assiepato e la saletta attigua mezza piena) e che, al momento del voto, pochissimi si erano assentati, tant’è vero che sono state contati ben oltre ottanta aventi diritto al voto. Le cifre scorrettamente irrisorie fornite da alcuni sono state ingiustamente utilizzate per rappresentare una situazione di scarsa partecipazione assolutamente non rispondente al vero. Mai, dai tempi migliori del PCI, quei locali hanno ospitato un’assemblea tanto partecipata.

Circa l’utilizzo del voto palese per l’elezione degli organi di direzione politica, preciso che è stata correttamente applicata la previsione di cui al “Regolamento elettorale dei Circoli ... approvato dall’Assemblea Costituente Regionale (Puglia) ... il 2 marzo 2009”, che all’art. 5 statuisce – evidentemente come modalità ordinaria e niente affatto eccezionale – l’utilizzo del voto palese, salvo contraria richiesta di un decimo dei partecipanti con diritto di voto (non si intravvedono significati reconditi). Il successivo regolamento regionale (quello approvato il 4 ottobre 2013) – che, secondo una interpretazione erroneamente estensiva da parte di alcuni, si sarebbe dovuto applicare al voto congressuale – è stato in verità emanato con riferimento limitato ai congressi che si sono tenuti fra il 14 ottobre e il mese di novembre 2013, come facilmente e più volte si legge nel corpo dello stesso più recente regolamento.

Qualcuno ha sostenuto che non vi sia stato tempo sufficiente per giungere preparati al congresso. Al riguardo, c’è da tenere presente che, dal momento in cui la Segreteria Provinciale ha deciso di indire il congresso, il tempo per preparare candidature e firme di presentazione è stato uguale per tutti. Anzi, l’attesa (rivelatasi purtroppo vana) che dall’incontro di cui sopra potesse scaturire una soluzione unitaria, ha di fatto rallentato ulteriormente, almeno per coloro che comunque hanno inteso rispettare le decisioni della Segreteria Provinciale, tutte le incombenze relative alla individuazione e alla presentazione delle candidature. A tutti, infine, rammento che il Congresso tenutosi il 3 febbraio 2013 fu organizzato in pochissimo tempo, con avvisi recapitati (quando recapitati) bonariamente e vide una scarsissima partecipazione al voto.

In quell’occasione, io ed altri tesserati non concordavamo con la proposta di Coordinamento ma, per il bene del partito, che veniva da un lungo periodo di grave abbandono (al di là dell’impegno di qualche singola persona), decidemmo di votare a favore di quella proposta. Con voto palese, per alzata di mano. Oggi, tenuto conto di tutto ciò, sono assolutamente fuori luogo termini quali “congresso farsa”, “imbroglio” e similari.

Rino Giuri – Segretario del Circolo P.D. di Nardò