NARDO' - Onestamente non ci capiamo più molto. Stamattina sono partite le primarie online dei grillini di tutta Italia, si è votato dalle 9 fino alle 21, per individuare i candidati da mettere in lista alle Europee. Con nostra grande meraviglia abbiamo scoperto che i neritini in lizza sono ben cinque di cui sicuramente due appartenenti al primo meetup neritino (che chiameremo gruppo alfa per uniformarci ad una forma di comunicazione nuova ed originale) e gli altri tre al secondo (che chiameremo gruppo beta). Ma il gruppo alfa di Nardò - con tanto di nota da parte del proprio ufficio stampa - non aveva appena affermato di avere un candidato "unico", Cristian Casili? Abbiamo voluto capirci di più.
Insomma, se la comunicazione "orizzontale" che doveva doveva essere il cavallo di battaglia del grillismo è, nella migliore delle ipotesi, approssimativa (per difetto...) tanto da dimenticarsi di un secondo candidato, allora stiamo freschi davvero. Ma le cose non stanno proprio così. E ve le spieghiamo.
Del primo meetup alfa di Nardò fa parte anche Gianni Casaluce che, infatti, è candidato alle primarie.
Il giovane esperto di marketing territoriale, da qual che sappiamo, non ha mai inteso seguire la diaspora di Alfredo Ronzino e di un folto gruppo di persone che, sempre in Nardò, hanno voluto fondare un secondo meetup, il gruppo beta, che si ispira ai principi del Movimento 5 Stelle. Quindi, a conti fatti, Casaluce fa ancora parte del primo meetup, il gruppo alfa.
In verità, e tanto per essere chiari come al solito, dobbiamo dirvi che queste primarie servono anche per un altro motivo: misurarsi in vista delle Regionali alle quali almeno un neritino, se ben radicato anche fuori città, potrebbe tentare il colpaccio di essere eletto consigliere.
Queste Europee, del resto, appaiono fuori portata ma stanno servendo a capire che i metodi della politica levantina non sono poi prerogativa soltando dei vecchi partiti tradizionali.
Ricapitolando, i candidati alle primarie che potrebbero essere inseriti nelle liste per le Europee sono i seguenti:
Gianni Casaluce (Alfa)
Cristian Casili (Alfa)
Federico Felline (Beta)
Alfredo Ronzino (Beta)
Manuela Rosato (Beta)
Ah, se ce n'è un sesto avvisateci.
Ma torniamo al pensiero unico sul candidato unico. Per il M5Stelle tutti possono candidarsi a tutto, se ne hanno i requisiti. Pur essendo consapevole che non sarebbe mai stato appoggiato dal gruppo, dunque, Casaluce si è candidato anche perché il giovane professionista conosce le lingue ed ha avuto significative esperienze di lavoro all'estero. Insomma ritiene di aver titolo per concorrere alla conquista di un seggio in Europa dove avrebbe qualcosa da dire e da fare.
Sostanzialmente, dunque, non è per nulla in contrasto con la filosofia del moVimento (dentro il quale tutti sono candidabili) ma poi, effettivamente, spingono tutti un solo carro, quello del candidato unico scelto dal gruppo.
E' complicato? No, è solo pensiero nuovo e ci vuole tempo per comprenderlo.
Altrettanta libertà c'è da parte dei militanti che votano: con grande apertura alla meritocrazia leggono tutti i curricula e scelgono di conseguenza. Automaticamente sarà (o sarebbe) il migliore a salire nella graduatorie dei consensi. Ecco perché le schede delle primarie (anche dette parlamentarie) concedono molto spazio ai curricola e alle esperienze dei singoli candidati.
Il sillogismo si dovrebbe chiudere in un solo modo: anche Casaluce dovrebbe votare Casili. O viceversa.
E sicuramente succede e forse è già successo.
Ma tutto ciò nasconde un corto circuito: infatti nessuno, men che meno Casaluce (o chi per lui, beninteso...), può evitare che un elettore neritino si legga i curricula e voti, secondo coscienza, per lui invece che per Casili.
Con il rischio di impoverire di consensi la cosiddetta candidatura "unica che unica non è".
Allora a conquistare la rappresentatività ci vanno i migliori o gli unici? Questo è il nodo gordiano che andrebbe sciolto prima di fare impazzire qualcuno.
Di seguito trovate una nota che tenta di dare una lettura politica alle candidature multiple di Nardò, città dove il grillismo ha ormai due, diverse e nettissime correnti, come si è detto alfa e beta.
Il MoVimento 5 stelle di Nardò - in occasione delle elezioni europee del 25 maggio prossimo - ha deciso di proporre l'agronomo Cristian Casili che negli ultimi tempi si è distinto per diverse battaglie civiche e sociali.
Ma da qualche giorno anche il pioniere e frontman dei grillini della prima ora si è lanciato nella mischia e, questa volta, la sfida servirà davvero a verificare i numeri dell'uno e dell'altro gruppo.
Si tratta di Alfredo Ronzino che, suffragato da una valanga di voti in occasione delle elezioni per sindaco di Nardò nel 2011 (prese addirittura più preferenze rispetto al candidato sindaco grillino di Lecce, città con una base elettorale molto più ampia), ovviamente lo annuncia sul web.
Si sancisce così ufficialmente la divisione netta tra i due meetup di Nardò: il primo, quello di Casili, legato fortemente ai parlamentari leccesi eletti con le ultime Politiche. Il secondo che nasce staccandosi dal primo gruppo e che sta cercando radicamento con altri gruppi salentini, in primis quello di Galatone.
Proprio a Galatone, del resto, doveva tenersi un incontro con la senatrice Barbara Lezzi martedì scorso. Un "vertice" al quale la parlamentare ha rinunciato di partecipare poche ore prima, forse perché ha fiutato aria di "fuoco amico". La "mossa" di candidare Casili che ha un significato politico immediatamente dopo il via delle attività elettorali del gruppo beta: stoppare le velleità di Ronzino, nel solco del più abusato detto latino che riguarda la politica, "divide et impera".
Il cammino dei due candidati prevede, in nome del principio di democrazia dal basso del MoVimento, una prima selezione interna a livello regionale ed una seconda nella circoscrizione meridionale di Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise. Il primo step si è appena concluso.