NARDO' - Sia Cristian Casili (1055 voti) che Alfredo Ronzino (904 voti), entrambi neritini, conquistano un posto nella lista della circoscrizione meridionale per essere candidati, e si spera eletti, al Parlamento europeo. Parlandone in giro con i lettori capiamo non si è compreso bene questo particolare: sì, "come" probabilmente Fitto ed Emiliano, sono candidati ad un posto da parlamentari. Ed hanno buone chance. Ecco perché.

L'agronomo 38enne e il grafico laureato in Scienze politiche 48enne riescono a superare anche la seconda fase delle primarie a cinque stelle generando, in questo modo, una favolosa anomalia: la democrazia "dal basso" e le preferenze raccolte dal popolo della rete non consentono di fare strategie, come succede in ogni partito tradizionale.
In un "partito" normale, infatti, mai sarebbero stati candidati due personaggi appartenenti ad una zona geografica comune o prossima perché, necessariamente, l'ampiezza della circoscrizione meridionale dovrebbe privilegiare la scelta di candidati da province diverse così da raccogliere consensi da zone lontane tra loro. Basti pensare che i 17 candidati meridionali pentastellati provengono da sei regioni diverse e Nardò fa la parte del leone rispetto a candidati provenienti da Calabria, Molise, Campania e dalla stessa Puglia. Tanto per essere ancora più chiari, tra i 17, pare che nessuno rappresenterà la Basilicata, una sola donna l'Abruzzo.
Ma è questa la inusuale e interessante caratteristica del grillismo che, se vogliamo, riporta indietro al principio costituente di qualsiasi movimento politico: uguaglianza tra i membri e abbattimento del corporativismo partitico. Dove le idee di una persona – basta che siano ben confezionate - vincono sul peso politico di un'altra persona senza idee o che non sa essere convincente o ben radicata in una attività di lobbing sulla Rete o sui social network.
La situazione è diventata ben presto un sorta di particolarità – ma solo per chi non è abituato al nuovo che avanza – per tutta l'Italia: due candidati alle Europee sono di Nardò a fronte di 73 candidati in tutta la Penisola. Una situazione spiegabile se si pensa che la nuova democrazia della rete non sceglie in base a calcoli fatti dai capi del partito o alla densità della popolazione. I candidati provenienti dalle grandi città metropolitane, del resto, si contano sulle dita di una mano e, in questo senso, è la vera rivincita della provincia sui potentati organizzati nelle capitali del potere.
Ma proprio Nardò si evidenzia come un faro anche tra i grillini perché una zona geografica di soli 31mila abitanti esprime due nomi nella circoscrizione meridionale: il 38enne Cristian Casili e il 48enne Alfredo Ronzino che sono riusciti a raggranellare voti, 1055 il primo e 904 il secondo, attirando sul proprio nome il "clic" (perché le primarie si sono svolte per intero su Internet) di attivisti di tutta la nazione.
Il bello è che, proprio in virtù di questo principio, entrambi credono in una elezione ad europarlamentari e nessuno li può contraddire: il Movimento 5 stelle ha sondaggi in continua ascesa. Se venissero confermati anche in voti reali il grillismo porterebbe a Strasburgo da tre e fino a cinque rappresentanti presi dalla circoscrizione meridionale nella quale ci sono 17 candidati: quindi davvero tutto può succedere.
E pensare che tutto è nato per una accesa rivalità: fino a qualche mese fa il meet-up di Nardò era unico ma la diaspora di Alfredo Ronzino verso un secondo gruppo, denominato "Cittadinanza attiva" e molto più in sintonia con gli attivisti galatonesi, ha portato alle due candidature.
Ronzino, da molti giudicato integralista nel rispetto del verbo grillista, è stato uno dei primissimi candidati alla carica di sindaco. A Nardò la sua proposizione del 2011 ebbe un successo clamoroso con 2217 voti se si pensa che, con una base elettorale tre volte più ampia, Maurizio Buccarella a Lecce ne prese 1456. Ma dopo questa affermazione la sua figura venne messa da parte e successivamente arrivarono anche gli attriti con i senatori eletti in provincia. Anche per questo si afferma che il meet-up di Casili abbia il sostegno di alcuni parlamentari. Nelle ultime ore, inoltre, qualcuno ha creduto di poter convincere uno dei due a ritirarsi per consentire all'altro di ambire davvero all'Europa. Ma è evidente che, considerate le dinamiche che spingono l'elettorato a votare, il fatto che entrambi siano leccesi e di Nardò è ininfluente.
Per i due, però, ora è tempo di bocche cucite: i guru del moVimento, infatti, ritengono prioritaria su tutto la strategia comunicativa per cui i due partiranno con la campagna elettorale solo dopo una full-immersion di preparazione nel nord Italia. Subito dopo partirà la loro campagna elettorale a tutto campo: in Puglia, Campania, Abruzzo, Molise, Basilicata e Calabria.