NARDO' - Finalmente si riparla di servizi sanitari a Nardò a sette mesi dalla "storica" firma del protocollo d'intesa tra il Sindaco Risi ed il Presidente Vendola.
La necessità di aprire gli occhi sullo "stato dell'arte" è stata posta dal Consigliere di PARTECIPA Roberto My nell'assise consiliare del 17 marzo.
In quella occasione il Consigliere My denunciò il grave disservizio registrato nel reparto radiologia (tradizionalmente tra i più efficienti a Nardò) a causa della disattivazione del mammografo dopo il 31 dicembre. Con la conseguenza che dal 1° gennaio le donne di Nardò erano costrette a rivolgersi presso altre strutture per ottenere i delicati accertamenti, con tempi di attesa di almeno nove mesi, spesso fatali per la loro salute. Sollecitò quindi la tempestiva riparazione o l'acquisto di una nuova macchina per riattivare il servizio soppresso ed il potenziamento degli esami TAC, già in netto calo a causa dei carenza di personale distaccato da Copertino. Cose fondamentali per le patologie oncologiche.
Quindi la convocazione con grande risonanza mediatica di una "Giunta monotematica allargata" per la verifica degli impegni assunti dalla Regione per il Poliambulatorio di Nardò e degli esiti del protocollo d'intesa.
Alla presenza del Dott. Caracciolo e dei consiglieri professionalmente più informati (Rocco Luci, Roberto My, Mariella De Trane e Pierpaolo Losavio), si è dovuto registrare che nei decorsi sette mesi si sono fatti passi indietro e non passi avanti nei servizi già presenti sul territorio.
Si è infatti preso atto:
- della detta disattivazione delle macchine della mammografia al 31 dicembre e della dismissione del servizio da oltre tre mesi;
- della insufficienza del controllo post operatorio presso l'ambulatorio di chirurgia ad un solo giorno alla settimana;
- dell'insufficienza delle apparecchiature laser per il sevizio di day service di chirurgia oculistica, ernie inguinali ed artroscopia;
- dell'ormai marginale servizio di ortopedia per mancanza di medici.
Il consigliere My ha evidenziato i motivi delle crescenti inefficienze di quello che dovrebbe essere un Poliambulatorio di III° Livello: le strutture sanitarie di Nardò non hanno alcuna autonomia gestionale ma dipendono esclusivamente dall'Ospedale di Copertino; e risultano insufficienti le attrezzature ed il personale nell'ambito dei servizi ad oggi in essere. Ha inoltre ribadito che la politica è chiamata ad assicurare che le risorse liberate con la soppressione dell'ospedale, siano investite sul territorio in termini di servizi e strutture sanitarie e che questa dovrebbe essere la missione dell'Amministrazione Comunale.
Come più volte denunciato da PARTECIPA la carenza del famoso protocollo d'intesa sta proprio nel non aver preteso ed assicurato per la città l'autonomia gestionale del Poliambulatorio al pari del Poliambulatorio di Conversano e nel non aver stabilito a monte, le risorse, le strutture ed il personale con cui si intendeva dotare i singoli servizi del Poliambulatorio di Nardò.
E' vero, che oggi si registra un incremento dell'attività operatoria in day service di oculistica, ma è anche vero che si registra un complessivo calo di micro interventi di chirurgia e di ortopedia. La verità è che i primari dei singoli servizi sono presso l'ospedale di Copertino e solo a Copertino visitano i pazienti. Ne discende che gli interventi chirurgici che potrebbero eseguirsi nei day service di Nardò sono invece eseguiti presso le strutture ove operano i primari.
Peraltro gli ambulatori di Nardò sono presidiati da medici specialistici solo quando sono distaccati dall'Ospedale di Copertino, e cioè sempre meno, nonostante il protocollo d'intesa.
Non vi è dubbio dunque che sino a quando sarà una appendice dell'Ospedale di Copertino, il cosiddetto Poliambulatorio di III° Livello sarà solo una chimera e che il concetto della "centralità del paziente" di cui ci ha deliziati l'Assessore Gentile nel Consiglio Comunale dell'11 ottobre resterà solo vana retorica in stile Vendola.
E' inutile illudersi del contrario. L'Amministrazione Comunale prenda atto che lo stato dell'arte è solo questo e che se è in grado di incidere in qualche modo sui destini della sanità neritina, lo deve dimostrare con i fatti e non solo con le delibere di intenti. E per ora, di fatti, se ne sono visti ben pochi.
PER PARTECIPA
(RICCARDO LEUZZI)