NARDO' - “Non voglio più che Porto Cesareo si colleghi alla nostra condotta”.
Idea choc: mandare all'aria il progetto per la condotta che da Bellanova raggiunge Torre Inserraglio per lo scarico dei reflui depurati di fognatura nera. E, curiosamente, la proposta potrebbe diventare bipartizan, cioè condivisa, tra il sindaco Marcello Risi e uno dei suoi più accesi e lucidi oppositori, quel Mino Natalizio che è stato a lungo assessore all'Ambiente del Comune di Nardò.
Il sindaco, infatti, dopo aver manifestato alla sua maggioranza tutte le perplessità sul progetto, si trova nella condizione di doverlo rigettare in parte o trovare una alternativa. Che Natalizio ha già chiara nella sua testa: per il progetto, nel complesso, sono stati sbloccati oltre 22 milioni di euro dei fondi Fas (bloccati da una delibera Cipe e poi “liberati” da un accordo tra Fitto e Vendola). Di questi soldi ben 11milioni e 400mila euro dovrebbero essere usati per uno scavo lunghissimo tra il depuratore di Bellanova (inservibile e depredato, come documentato qualche giorno fa dalla Gazzetta) e la costa di Torre Inserraglio dalla quale parte un tubo d'acciaio di un chilometro, utile per disperdere i reflui in alto mare.
L'idea di Natalizio è di rivedere in toto il progetto al fine di utilizzare i soldi per: costruire un nuovo depuratore moderno e funzionale a nord dell'abitato di Porto Cesareo, così da sversare i reflui oltre il confine dell'Area Marina Protetta che ha il suo limite estremo a Punta Prosciutto; affinare ancora di più le acque provenienti dal depuratore di Nardò, già di classe A, come è stato proposto per Manduria dall'assessore regionale Fabiano Amati per un riutilizzo in agricoltura. In questo modo anche la futura fognatura di Sant'Isidoro potrebbe essere “collettata” al depuratore neritino dei Corsari.
“Quando un politico rivede le sue scelte – dice, salomonico, Natalizio –è sempre un segnale di maturità politica e non un indice di debolezza. Ora speriamo che le parole del sindaco Risi si traducano finalmente in fatti concreti e che la sua non sia una presa di posizione larvata: che si unisca alla nostra battaglia, che è quella della base, dei cittadini, del Comitato per la tutela del paesaggio, e noi saremo al suo fianco”.
Non tutti, certamente, la pensano proprio così: Agostino Indennitate, leader del movimento “No Tub”è molto diffidente: “in sede di conferenza dei servizi il sindaco ha espresso il suo assenso all'opera e ora, quindi, vogliamo da lui atti ufficiali. Né ci interessano baratti o giochi al rialzo – continua - che, monetizzando lo scempio, andrebbero a pregiudicare in maniera irreversibile il territorio”. Il 20 settembre, giorno di san Gregorio, il movimento scenderà in piazza per un volantinaggio.
Infine Risi, che esce definitivamente allo scoperto: “Quel protocollo sottoscritto con Regione, Aqp e Porto Cesareo non è più sufficiente, è stato disatteso non dà nessuna garanzia alla gente, all'ambiente e al territorio di Nardò. Il rischio di non poter controllare un depuratore che non è nostro e che sin da ora mi pare non dia nessuna garanzia sulla sua efficienza –è troppo grande – conclude il sindaco – ed io non voglio più che che Porto Cesareo si leghi alla nostra condotta”.