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CATTIVA CONDOTTA 2 - La posizione ufficiale del sindaco e dell'assessore di Porto Cesareo

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PORTO CESAREO - La posizione dell’Amministrazione Albano sulla condotta sottomarina di “Torre Inserraglio”. “Il mare è di tutti. Soluzioni condivise per la tutela della costa”. Interviene l’assessore ai Lavori Pubblici Gigi Baldi. Interessante la ricostruzione storica della vicenda che fa l'assessore.

 

Sulla realizzazione della condotta sottomarina di "Nardò - Torre Inserraglio" interviene con una nota ufficiale, l'Amministrazione Comunale di Porto Cesareo. A prendere carta e penna e spiegare la posizione dell'Ente, è l'assessore ai Lavori Pubblici Gigi Baldi. Baldi ha le idee chiare ed in primo luogo ricostruisce la storia dei fatti.

"La protesta dei cittadini di Nardò contro la realizzazione della condotta sottomarina e lo scarico a due miglia dalla costa di Torre Inserraglio, dei reflui fognati provenienti dai depuratori di Porto Cesareo, Nardò e Sant'Isidoro (agglomerato di Nardò non dotato di rete fognante), poggia su fatti storici che vanno chiariti e spiegati, indipendentemente da ogni legittima contestazione. Voglio evidenziare infatti, che ad oggi chi scarica sulla battigia di Torre Inserraglio, è il solo depuratore di Nardò. Tant'è vero, che proprio lungo quel tratto di costa, è vietata la balneazione".

Poi l'assessore ai lavori Pubblici Baldi, chiarisce la storia del depuratore di Porto Cesareo. "A titolo di cronaca va detto che il progetto originario del depuratore cesarino prevedeva lo scarico finale in mare, con condotta da realizzarsi nei pressi di "La Strea" penisola del territorio cesarino. Poi le limitazioni imposte dalle norme che hanno istituito la "Riserva Marina di Porto Cesareo" impediscono di fatto lo scarico in quella zona (A) e quindi qualsiasi modifica del fondale. Proprio in tal senso nell'aprile del 2006 si espresse il "Consorzio dell'Amp" di cui la città neretina fa parte.
Da qui -continua Baldi- la proposta del nostro Comune, intesa ad ottenere una soluzione alternativa a questo sito, proposta individuata e concertata con l'amministrazione di Nardò. e che ha previsto il collettamento a valle dell'impianto di depurazione di Nardò, prima dell'imbocco della condotta sottomarina da realizzarsi nel tratto di mare di Torre Inserraglio, dichiarato tra l'altro zona franca nel decreto istitutivo dell'Amp. In virtù di tale accordo la Regione Puglia nel settembre del 2008 e successivamente nel 2009, in sede di approvazione del "Piano di Tutela delle Acque", ha avallato quest'ultima soluzione. Successivamente i due Comune con i rispettivi sindaci dell'epoca, Vito Foscarini ed Antonio Vaglio, hanno sottoscritto l'accordo di programma deliberato dai rispettivi consigli comunali, chiedendo alle Regione le risorse finanziarie necessarie".
E sempre Baldi a chiarire tecnicamente, le ultime vicende amministrative.

"Intanto i finanziamenti sono stati erogati e l'Aqp nella primavera del 2011 ha redatto due progetti preliminari: uno per la "realizzazione della condotta sottomarina dell'emissario depurativo di Nardò" attualmente in fase di appalto con scarico ad un km dalla costa; e l'altro che riguarda le "opere per la normalizzazione della fognatura nera e l'adeguamento dell'impianto di depurazione e la costruzione del collettore a servizio di Porto Cesareo", progetto questo per il quale nel gennaio del 2012 si è svolta a Bari la conferenza dei servizi con la partecipazione dei sindaci Salvatore Albano e Marcello Risi.

Va sottolineato che all'incontro partecipò anche un componente del "Comitato Tutela Ambientale" di Nardò che in quell'occasione propose un impianto di bio-fitodepurazione con scarico sempre a mare, come soluzione alternativa allo scarico a mare. Una soluzione certamente valida, ma non per impianti di grandi dimensioni come quello in questione".

In conclusione la presa di posizione sulle ultime vicende che stanno animando il dibattito nell'opinione pubblica dei centri salentini, e 0che ha portato alla nascita a Nardò del movimento "No Tub", contro gli scarichi a mare di residui fognari ed al collegamento delle reti dei due centri. "Proteggere l'ambiente, il mare ed il territorio è un dovere di tutti -chiarisce Gigi Baldi a nome dell'amministrazione comunale Jonica-.
Non c'è quindi un mare di Porto Cesareo ed un mare di Nardò, ma un unico mare; patrimonio di tutti i cittadini. E' chiaro che non è realizzando due condotte sottomarine, una a poche miglia di distanza dall'altra, che lo si difende. Sulla questione bisogna essere chiari. Nessuno vuole scaricare le acque reflue forzatamente in mare, ma allo stato dei fatti i depuratori e la condotta, sono necessari per evitare lo scarico sotto costa, ed anche che l'unico tratto, quello di Torre Inserraglio oggi considerato non balneabile, possa tornare a nuova vita marina.

Da qui concludo -dice Baldi- esprimendo grande solidarietà al sindaco di Nardo Marcello Risi, che non ha detto si alla condotta marina, ma sta soltanto tenendo fede ai precedenti impegni assunti dal governo neretino nel 2009, dando una soluzione definitiva al gravoso problema fognario di ben tre città: Nardò appunto, Sant'Isidoro e Porto Cesareo. Poi se ci sono soluzione alternative allo scarico a mare queste , queste le si devono trovare in piena sinergia indipendentemente dal bieco campanilismo che non porta a nulla".