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I MIEI SILENZI SCRITTI - LE VENTS NOUS PORTERA’

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PDM - ...questo è un esperimento che a me è piaciuto tanto: leggere il racconto mentre la musica va in sottofondo. Perchè così è nato questo testo e così è giusto che si consumi. Buona domenica di sempre fra i profumi che mi regala il gabbiano e lo scroscio di un'onda che si infrange a Santa Caterina, mentre tutti passano e lo ignorano.

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LE VENTS NOUS PORTERA’

Mi sono sempre chiesto dove ci avrebbe portato il vento e con che violenza l‘avrebbe fatto. Verso quali lidi saremmo planati e se le scogliere ci avrebbero maciullato o se il destino avrebbe avuto pietà, almeno in quel frangente, delle nostre anime.
Lo immagino come un viaggio obbligatorio e lo immagino con tappe dolorose, come tutto ciò che ci è toccato vivere, d’altronde.
Un viaggio verso l’oriente, magari, quell’oriente affascinante e misterioso che tu ricercavi nelle sue forme strane di vita quotidiana, in quella gestualità che lo contraddistingue dal resto di questa umanità travolta dall’apparire, in barba a ogni regola, se pur minima, di sopravvivenza.
Questo viaggio voglio farlo con te. Almeno questo. Questo mi sia concesso, che altro non ho chiesto.
Sarà ponente, dunque, o levante a guidarci in questa strada del non ritorno?
La vedi? È la nostra spiaggia. Quella dove ci siamo amati più volte, quella 
dove i nostri corpi, semi nudi e saturi di voglia, diedero vita a meravigliose 
mattine, mentre l’acqua, fra uno scrosciare e un silenzioso vegliare, procedeva 
nel suo continuo erodere. L’erosione, un po’ come ciò che ho sempre provato per 
te. Anche questo mi ha consumato fin nell’anima, il non poterti dire “ti amo”.
E che dire di quella stanza spoglia eppure ricca di tanto noi. Io non la 
dimentico: la vedo ancora nonostante la mia vecchiaia e la tua giovinezza di 
sempre, la tua voglia di vivere. Riportami lì, ti prego, fa che sia l’ultima 
delle mie notti e che sia tutto come dovrebbe essere, com’è giusto che sia.
Mi vedi ancora? Ti guardo con gli occhi di un tempo e questo viaggio, 
nonostante le mie vicissitudini e le mie sofferte assenze, mi piacerebbe che 
fosse pieno di entusiasmi già maturi, di antiche carezze colte appena ed oggi 
amplificate più che mai, dalla tua musica o dai miei rancori.
Ho ancora un po’ di zavorra, mi piacerebbe sganciarla e colpire qualcuno. Uno 
spettatore non pagante, magari, oppure un idiota che non conosce parole altre 
che non siano di scherno verso di te, verso la mia vita.
Soffia, soffia ancora, soffia nella giusta direzione, e aspettami. Non 
lasciare la mia mano, questa volta