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I MIEI SILENZI SCRITTI - Paolo Congedo... splatter!

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GRUPPO A RH+ - Alcuni lo chiamano taglierino mentre altri, giusto per darsi un tono da poliglotta cosmopolita lo chiamano cutter.

Io scelsi di chiamarlo cutter, nell’eccezione del linguaggio che non riesce ad integrarsi perfettamente con la lingua anglofona e storpia il termine, personalizzandolo. Cutter, con la u, anche perché diversamente non mi capirebbero.
Il cutter è un oggetto discreto e non è paragonabile al coltello. Il cutter ha stile, è determinato, si prefigge l’obiettivo e lo raggiunge. Il cutter è bisex ed è versatile, ha quel fascino discreto dettato da forme filiformi che mai diventano demodé.
L’unico parallelismo che mi viene è l’immagine dell’equilibrista che si mantiene sul filo, aiutandosi con l’asta.
La prima volta che ci incontrammo io avevo occhi grandi e il cuore grondava malinconia. La prima volta che ci incontrammo ero ricco.
Con il tempo imparai ad apprezzarne le qualità silenziose, con il tempo anche lui imparò a rispettare le mie scelte.
Oggi lo vivo a distanza e di sante ragioni. Oggi lo apprezzo maggiormente per la rifilatura della lama, in quella sua inclinazione di pochi decimi appena visibili, se non fosse per la lucentezza che lo sottolinea.
Ne ho uno con il manico giallo, un giallo vivo. Io amo il giallo, è uno dei miei colori preferiti, forse ancor prima dell’arancio.
Quasi dimenticavo, il mio sangue è A Rh+, il suo colore si sposa benissimo con il giallo.

Del mio tempo
-di cui hai fatto scempio-
stracciato con modi infami,
deturpato in maniera ignobile
e sacrificato senza ragion veduta,
del mio tempo avuto,
abbasso i sospiri e,
tronfio di rabbia,
tronfio come un cane bastonato,
sorrido pensando al mio ieri.
Io,
senza dubbio alcuno,
non sarò il futuro.
Tu allarga pure le gambe:
anche guadagnarsi la loro stima ha un prezzo.