PDM - Amici nostri, è inutile tentare di prendervi in giro. L'ultima settimana è stata un continuo rimuginare se mandare tutto all'aria e spegnere per sempre l'interruttore di portadiMare.
Le cause? Continui attacchi di hacker e problemi tecnici in sequenza, molti dei quali legati all'accesso simultaneo di alcune migliaia di utenti. Un afflusso di lettori che il portale non regge.
E' lo splendido paradosso della Rete, l'applicazione reale del principio di democrazia: nello stesso territorio, a meno di non avere ingenti capitali da investire, non può esistere un giornale telematico che totalizza alcune migliaia di lettori e un altro che ne segna solo poche decine. In sostanza, se si vuol reggere, bisogna "donare" un po' di lettori a qualcun altro. Ovviamente non si può, come si farebbe con un cartaceo, limitare la tiratura e, quando questa si esaurisce, ristamparla per chi non ha trovato il numero in edicola. Per altro non è possibile nemmeno chiedere a qualche centinaio di lettori di non accedere a portadiMare e andare a informarsi altrove. Per assurdo un invito di questo genere ci porterebbe in dote altri lettori e la cosa fa sorridere se si pensa a quanti responsabili di altri portali si sbracciano, soprattutto sulle lavagne dei social network, per evidenziare il proprio lavoro e portar acqua al proprio mulino.
Non male come contrappasso, insomma.
Il consiglio dell'esperto in informatica è: bisogna ricominciare da zero. Un nuovo sistema di ingressi, un nuovo archivio di notizie, una nuova grafica e una nuova configurazione del portale.
Ricominciare da zero, per la sesta o settima volta in cinque anni di attività regolare. Onestamente non ce la facciamo più e non vorremmo resettare tutto per l’ennesima volta (l’ultimo upgrade del portale risale alla primavera e nonostante ciò ci siamo impallati proprio il giorno delle elezioni!) salvo poi scoprire di avere nuovamente la coperta troppo corta.
Intanto è stata allestita una versione provvisoria, www.portadimare.info, alla quale saranno reindirizzati tutti i lettori che digiteranno anche il vecchio indirizzo .it. La gestione più oculata della cache, come suggerito da un amico su un social network, consentirà il mantenimento di circa mille lettori in contemporanea e per ora queste accortezze dovrebbero essere sufficienti a passa' la nuttata.
Sabato mattina l’intera redazione si troverà intorno ad un tavolo. C’è bisogno di decisioni urgenti su un tema esclusivo: o si decide di crescere o si decide di chiudere. Vie di mezzo non se ne possono percorrere.
Mentre la seconda è estremamente semplice da attuare, basta spegnere l’interruttore principale, la seconda passa attraverso diverse formule e opzioni e il reperimento di circa duemila euro:
a) Cercare nuovi partner operativi, come un soggetto che abbia esperienza nel campo giornalistico per affiancare l’esausto direttore, e anche economici per effettuare gli aggiornamenti tecnici necessari alla sopravvivenza di una configurazione più funzionale del portale che avrà più figure con un ruolo decisionale e, si presume, maggiore appeal sui lettori. In parole povere: stiamo parlando di un condirettore o un nuovo collaboratore di esperienza che liberi anche qualche ora al direttore per cercare denaro.
b) Individuare un esperto di marketing e ricerca pubblicitaria in modo da portare in cassa un po’ di soldi per effettuare l’aggiornamento dei sistemi.
c) Aprire una campagna di reperimento fondi con “abbonamenti” riservati agli utenti più sensibili e appassionati. Il metodo di rastrellamento, pensiamo ad offerte libere, verrebbe affidato a sistemi come Paypal, Postepay e un Iban di un c/c bancario.
Agli abbonati verrebbe dedicata l’attivazione di un’area riservata (“era ora!” esclamerà qualcuno) con servizi esclusivi ai quali non tutti i lettori potranno accedere. E’ una cosa brutta, la distinzione in una “serie A” e una “serie B” ma dobbiamo discuterne altrimenti continuiamo a prenderci in giro da soli.
Non è da escludere che tutti e tre queste opzioni possano essere utili alla causa di scongiurare la fine prematura della portella del cuore.
Intanto, però, c’è una notizia bella che riguarda gli sms, le mail e gli sms giunti in redazione. Ci siamo davvero impressionati! Eccone uno stralcio per tutti. E’ evidente un particolare: PdM non è più del direttore, non è proprietà della redazione, non è un fatto privato che si può cancellare con un colpo di spugna e dimenticare il giorno dopo. E’ come un amico con il quale si prende il caffè ogni mattina e se un giorno non si presenta all’appuntamento ci fa preoccupare un po’.
Grazie per l’affetto e l’amicizia, allora. Questo 2011 è stato un anno particolarmente difficile soprattutto per gli strascichi e i dissapori che ha lasciato sul campo la politica a tutte le latitudini. Ma ci sono piccole luci, come questa lettera di Francesco, che ci lasciano ben sperare e guardare al futuro con maggiore ottimismo.
Spero sinceramente che il momento di "scoramento" Ti/Vi sia passato e che le energie mentali e, spero presto, anche quelle economiche possano permettervi di guardare al futuro con più ottimismo... d'altronde la congestione del sito (come già avvenne in occasione delle nostre amministrative) è sintomatica di come ormai portadimare.it sia considerato un punto di riferimento insostituibile per tutta la nostra comunità.
I momenti scoraggianti sono tipici delle "grandi passioni"... e spesso la gente dimentica che la vostra professionalità sia fondamentalmente frutto di grande passione più che della ricerca di un ritorno economico!