NARDO' - Dal 17 gennaio scorso, inizio del periodo di carnevale, compaiono con diverse denominazioni: Bugie, Cenci o Crogetti, Crostoli, Strufoli, Fiocchetti, Frappe, Galani, Cunchielli, Chiacchiere in varie zone, Melatelli. Ma perché vennero chiamate così? Scopritelo leggendo fino in fondo.
LE CHIACCHIERE DI CARNEVALE
Inizia oggi il Carnevale,
periodo per gli scherzi ideale,
il pensiero alle chiacchiere ci porta,
tipico dolce, con gli occhi ci “trasporta”…
L’origine è in epoca romana,
si gustavano in quell’età lontana
i frictilia, deliziosi dolcetti,
fritti nel grasso dei maialetti
con zucchero, uova e farina
preparati dalla brava donnina.
Era l’occasione per festeggiare
i Saturnali, divertirsi e ballare,
sacrifici animali di frequente
e manifestazioni orgiastiche sovente.
Simile al carnevale la festività,
i frictilia in gran quantità
venivano prodotti e distribuiti
ai festanti per strada: squisiti!
Per lungo tempo dovevano durare,
per tutta la Quaresima bastare.
Fino ad oggi è vissuta la tradizione
con modifiche alla ricetta per regione.
Dolci “poveri” e semplici da preparare,
pochi ingredienti da utilizzare.
Le chiacchiere
oggi non son fritte nello strutto
ma nell’olio, quasi dappertutto.
Cotte al forno frequentemente
a vantaggio della salute della gente.
In tutta Italia diffuse e gustate,
con zucchero a velo son spolverate.
Possibile aggiunta di vin santo,
di liquore e di AMORE… TANTO!
In qualche luogo si usa ricoprirle
con miele o cacao e poi servirle
insieme al cioccolato fondente:
il figurone è assicurato veramente!
Le chiacchere, le bolle devono avere
se la sfoglia è tirata a dovere
e se a regola d’arte è la frittura:
sottili o corpose… è bravura!
Tante le ricette per i paesini:
a forma di fiocchetti o nodini
o ripiene all’interno addirittura,
ovviamente con altra procedura.
Le chiacchiere, in vari modi definite
secondo i luoghi, sono molto gradite!
Bugie, Cenci o Crogetti,
Crostoli, Strufoli, Fiocchetti,
Frappe, Galani, Cunchielli,
Chiacchiere in varie zone, Melatelli
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L’origine del nome è incerta,
probabile, la spiegazione, è offerta
da una napoletana leggenda:
la Regina Savoia - tremenda! -
mentre con gli ospiti chiacchierava,
sentì lo stomaco che brontolava,
il cuoco di corte lei chiamò
e di preparare un dolce gli ordinò.
Raffaele Esposito si dette da fare
e un dolce cominciò ad impastare.
“Chiacchiera” lo chiamò per il contesto
In cui il dessert gli era stato richiesto.
Conservate in luogo fresco e asciutto
esse durano per l’inverno tutto,
chiuse per bene in un contenitore
oppure in un sacchetto “conservatore”.
BUON APPETITO!
Ornella De Benedittis