NARDO' - Lui aveva un sogno...
Io ho un sogno…
…i miei figli vivranno
in uno Stato e non saranno
dal colore giudicati,
da pregiudizi incatenati,
ma da ciò che contiene
lor persona, il bene
in ognun presente,
non visibile esteriormente.
Parole pronunciate
da un leader, ascoltate
dopo marcia di protesta
dalla folla che contesta.
Cinquantasette anni fa,
Washington, proprio là
Martin Luther King teneva
Discorso, si batteva
per gli Afroamericani
considerati “lontani”,
i “diversi” della società.
Egli difendeva già
lor diritti civili,
anch’essi “gentili”,
all’umanità appartenenti,
un’intelligenza aventi.
Era Ventotto Agosto
il dì dell’ ”Esposto”,
al LINCOLN MEMORIAL proclamato,
con coraggio dichiarato.
Io ho un sogno…
…i bambini di colore
giocheranno con amore
insieme con i bianchi,
negli stessi banchi
a scuola siederanno,
uniti studieranno…
Un sogno allora!
I bambini ancora
“separati” vivevano:
i neri avevano
ambienti riservati,
dai bianchi distanziati.
Un passato non lontano,
oggi sembra arcano!
Superata la schiavitù
- per fortuna non c’era più! -
vigeva disparità,
tra gli umani difformità:
della pelle il colore
era il segno marcatore.
Io ho un sogno…
…un giorno questa Nazione
con gran soddisfazione
in piedi si leverà,
fino in fondo vivrà
le proprie convinzioni:
tutte le popolazioni,
ogni persona, all’umanità
appartiene con dignità,
gli uomini tutti uguali
son creati originali…
Ancor oggi tal verità,
espressioni di civiltà,
il cuore fan vibrare,
l’intimo sussultare.
Nel Sessantatrè proclamate,
eran già state dichiarate
nell’Indipendenza Americana
in un’epoca più “lontana”.
Non videro attuazione,
regnò discriminazione!
Ammirevole lottatore!
King, con ardore
“urlò” quelle Verità
davanti all’ ”immensità”…
Furono ascoltate,
con lentezza applicate.
Quel VENTOTTO AGOSTO
nella storia è posto:
“la più grande dimostrazione
per la libertà della Nazione”,
condotta senza violenza,
con pace e clemenza.
Pagò con la vita
la tenacia infinita,
Premio Nobel per la Pace,
ancor oggi King non tace!
Ornella De Benedittis