NARDO' - Sempre facile dimenticare. Ma lui ha diviso gli italiani, non li ha uniti come hanno saputo fare i grandi statisti. E quello che succedeva quand'era in vita accade anche ora.
Caro direttore, per la morte di Silvio Berlusconi, per quale motivo siamo chiamati ad osservare il lutto nazionale?
Come dice l’illustre professor Tomaso Montanari, docente di Storia dell’Arte Moderna a Siena:
“nessuna gioia, anzi la tristezza che si prova di fronte ad ogni morte. Ma il giudizio, quello sì: perché certo che ha segnato la storia. Ma lasciando il mondo e l’Italia assai peggiori di come li aveva trovati. Dalla P2 ai rapporti con la Mafia via Dell’Utri, dal disprezzo della giustizia alla mercificazione di tutto (a partire dal corpo delle donne, nelle sue tv), dal fiero sdoganamento dei fascisti alla menzogna come metodo sistematico, dall’interesse personale come unico metro alla speculazione edilizia come distruzione della natura. In questo, e in moltissimo altro, B è stato il contrario esatto di uno statista, anzi il rovesciamento grottesco del progetto della Costituzione. Nessun odio, ma nessuna santificazione ipocrita. Ricordare chi è stato, è oggi un dovere civile”.
Noi che conosciamo bene, nel particolare, chi era e cosa ha rappresentato Berlusconi, nella nostra Italia, non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo ossequiarlo come uomo di stato o come leader politico che ha dato il buon esempio.
Ragion per cui il lutto nazionale è una mera forzatura di stato, un’aberrazione imposta a noi come se fossimo dei “sudditi” e non cittadini. L’ennesimo dileggio agli italiani, nella storia di questa Repubblica, proprio nel classico stile, dispotico, delle repubbliche di banana dell’America del Sud.
È partito già, a reti unificate, il “processo di beatificazione” dell’uomo, per raccontarne le prodezze, e magnificarne le gesta.
Berlusconi è riuscito in una grande operazione politica: ha cancellato la linea di confine tra destra liberale e fascismo e ha consegnato, col tempo, ai fascisti l’egemonia sulla destra sulla formazione dell’immaginario del bel paese.
Dunque, ha sdoganato il fascismo, ed ecco perché oggi proprio dai fascisti viene compianto.
Quindi, Caro direttore, per quale motivo siamo chiamati ad osservare il lutto nazionale?
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente