Pillole di resistenza

INTERVENTO - Se sei povero decidiamo noi che cosa devi mangiare

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Caro direttore, se i poveri non hanno pane che mangino le brioche!

O meglio, Dio, patria e pesce fresco!    

Ma veramente stanno riesumando le vecchie liste e le tessere di povertà?

La carta acquisti, dal titolo beffardo e da presa per il c… “Dedicato a Te” è una misura economicamente iniqua, debole, sciatta e paternalistica. Sembra una campagna promozionale, di una ditta privata, per l’acquisto di prodotti alimentari.        

Una madre con un figlio a carico, un padre single non hanno diritto di mangiare?

Così come coloro che percepiscono il Rdc e di disoccupazione, non hanno accesso alla carta acquisti. Dicono, “i saggi governativi” che queste categorie di persone prendono già qualcosa, ma comunque hanno l’Isee inferiore a 15mila euro.

Ma oltre al danno per milioni di famiglie povere (scientemente escluse perché mancano i fondi) c’è anche la beffa:

alcuni alimenti si possono acquistare, ed altri No! Ad es. “Il caffè sì, ma la marmellata no. Lo zucchero sì, ma il sale no. Il pesce fresco sì, ma quello surgelato no.  

Come dice la Professoressa Chiara Saraceno, sociologa, “…ci si chiede chi abbia fatto questi elenchi, e perché considera il povero come minorato, meno capace di badare ai propri bisogni”.

Pertanto, (senza rischiare di apparire banali) i fondi statali per le famiglie bisognose, sono “costantemente” carenti. Se invece devono essere ripristinati i vitalizi, per senatori e deputati, con gli arretrati e poi versati agli eredi, lì le risorse si trovano sempre.

Insomma, ritorna, con pomposa arroganza, quella frase tradizionalmente attribuita a Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena, che l'avrebbe pronunciata riferendosi al popolo affamato, durante una rivolta dovuta alla mancanza di pane:

“se i poveri non hanno pane, mangino le brioche!”

Ad “impepare” il tutto, sulle tavole italiche, ci pensano i saccenti moralisti destri, mettendoci il carico da novanta: dal richiamo al buon Dio, all’appello alla Patria (perché così attira i paternalisti) all’invito a mangiare il “pesce fresco”.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente