NARDO' - Caro direttore, l’attività turistica salentina è benessere per tutti?
Le tante promozioni turistiche, che tendono a pubblicizzare questa nostra terra, si sprecano:
“Venite nel Salento, accogliamo tutti…”
“anche quest’anno abbiamo le 5 vele…, il mare pulito…”
I giornali, un giorno sì e l’altro pure, annunciano:
“…gli imprenditori del turismo faranno il pienone… “
“Nardò, ambita meta turistica da tedeschi e inglesi…
Tutto è all’insegna dell’attività turistica. I quotidiani locali parlano, in simultanea, …della bravura degli impresari nel promuovere i nostri prodotti locali: le frise, i pomodori, i piatti tipici tradizionali. Il mare cristallino, i lidi strapieni di villeggianti; il sole sulle nostre coste che assume un colore diverso. Ed ecco le code di vacanzieri, sempre più lunghe, che fanno a gara per alloggiare nei B&B, nelle case vacanze, negli alberghi, e nelle tante case in affitto.
Ma, alla fine dei conti, è davvero benessere per tutti?
Purtroppo NO!
Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: una donna, con figli a carico, cercava lavoro e sembrava l’avesse trovato. È stata invitata a prestare servizio, per un solo giorno, in un complesso turistico di case vacanze, molto conosciuta in città.
Gli è stato detto: “venga a fare una prova, dalle 8 alle 13,30. Se va bene le faremo un contratto part-time di circa 800,00 euro nette al mese”.
Percepire, all'incirca, 6 euro l’ora non è l’ideale per mantenere una famiglia. Più che vivere, si sopravvive ma è meglio di niente. Pertanto la ragazza ha accettato. Ha fatto la sua prova (ovviamente gratis) e dopo tre giorni è stata richiamata: “le volevamo dire che per noi va bene, le faremo un contratto di apprendistato, dalle 7,30 alle 14,00, con una paga netta che si aggira intorno alle 300, massimo 350, euro al mese”. Vale a dire, un ignobile, 1 euro e 50 centesimi l’ora. La donna, prontamente, ha replicato: “grazie, ma se avessi saputo che cercavate “schiave” non avrei accettato neanche di sottopormi alla vostra, inutile, prova”. Spiegato il perché stabilire per legge almeno dieci euro di paga oraria, sono contrari il governo e i loro amici imprenditori.
Consideriamo il costo di una camera, a persona e per notte, è di almeno 100 euro, in questo periodo di alta stagione. Per una famiglia di tre persone che occupano due stanze, si aggira intorno a circa 250 euro al giorno, con colazione compresa. In un mese questi “abili signori che promuovono le loro attività turistiche(?)” e che gestiscono almeno una media di otto camere, per complesso turistico, quanto ricavano?
Qualcuno faccia due conti e, al netto di tasse, me lo comunichi anche in privato. Retribuire due cameriere ai piani (tante sono le unità lavorative impiegate) con contratto regolare, legale, sarebbe costoso?
La disoccupazione in provincia di Lecce, dati aggiornati al 2023, è una delle più alte in Puglia: il 41%, e quella femminile, fino all’età di 34 anni, è del 25,7%.
“Giocare a servirsi” di questi numeri è da sciacalli del settore turistico, e non da imprenditori che amano e vogliono bene al Salento.
Qui è superfluo perfino rammentare che i sindaci avrebbero compiti, oltre che di promozione turistica, anche di “verifica” sull’operato degli impresari. Considerato che, proprio loro, hanno potere di concedere appalti ed accordare concessioni.
Come dice molto bene la ragazza, che ha rifiutato quel contratto capestro, sintetizzando mille analisi, verbose, politico-sindacali, questa gente è in cerca di schiavi, e non di lavoratori!
Inoltre, Caro direttore, va demolita la narrazione che i gestori turistici, o per lo meno la maggior parte di essi, sostengono le loro attività, per dare lavoro e dunque ricchezza per tutti.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente