Pillole di resistenza

Dite che PippiMellone si incazza se a Galatone raccontano quale superdebito ha accumulato il suo Comune?

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NARDO' - Una pillolona che sarà complicato deglutire (inghiottire, sgòrrere).
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Caro direttore, quando la verità è rivoluzionaria, suscita scandalo! 

L’associazione “Cambiamenti" di Galatone, guidata dal compagno Maurizio Pinca, che è anche Presidente del Consiglio Comunale di Galatone (piccolo inciso: conosco Maurizio da una vita e posso rivolgermi a lui chiamandolo compagno) qualche giorno fa ha scritto un post sul debito del nostro Comune di Nardò.
E a quanto pare, sono pronto ad essere smentito, il sindaco Giuseppe Mellone s’è infuriato?

Nel post si parla di un debito di "16 milioni di euro per il vicino con l'erba più verde", che la giunta Mellone avrebbe creato nel bilancio comunale di Nardò.

Sempre della serie sono pronto ad essere contraddetto, potrebbe essere vero che il sindaco di Nardò, non avendo gradito quel post, avrebbe chiesto l'aiuto dei suoi riferimenti politici a Galatone in modo da "sfiduciare" in Consiglio il presidente Pinca?

Intanto, dovremmo esprimere riconoscenza a Maurizio Pinca per aver affermato, finalmente, una verità storica per il nostro Comune, che è sempre rivoluzionaria! 
E poi spero che questa faccenda assuma clamore anche livello provinciale, e non solo.
Inoltre, nessun esponente politico neritino era riuscito a palesare, in modo chiaro ed inequivocabile, una realtà fino a questo momento tenuta segreta.

Per di più se dovesse risultare al vero, che il primo cittadino neritino ha chiesto all’opposizione galatonese di sfiduciare Pinca, ciò vuol dire che quanto scritto ha un fondo di verità.
E poi, conoscendo Maurizio, professionista serio e stimato, non si sarebbe mai sognato di uscire così allo scoperto senza conoscere i fatti.

Dunque, i famosi e tanto sbandierati finanziamenti a "costo zero" – con il seguito delle numerose lodi e battimani che riscuotono anche da parte della gente di Galatone - da questa giunta, sarebbero fantasie?

L’occasione è ghiotta per chiedere conto, al sindaco e alla giunta di Nardò, di alcune cose che finora non sono state affrontate, e che forse sarebbero state utili socialmente per i cittadini: se i debiti di questa giunta, che stanno emergendo in queste ore risultassero al vero, cosa avete fatto in questi anni per la situazione abitativa nella nostra città, quante famiglie cercano casa e non la trovano?
O meglio, quanti nuclei familiari hanno bisogno di un alloggio a basso costo?

Per il lavoro, quanti neritini hanno bisogno di un lavoro anche part-time e non lo trovano?
E non parliamo di chi il lavoro l’ha trovato tramite le solite conoscenze politiche.

Ovvero, quanti giovani, nell’ultimo decennio, hanno abbandonato il nostro territorio, perché hanno avuto diffidenza per le politiche economiche locali?

Lo sappiamo o no, che quanto più i giovani si allontanano da qui, più perdiamo pezzi della nostra cultura?
L’Ospedale di Nardò, la sua riapertura è più nell’agenda politica di questa amministrazione?

La discarica di Castellino è stata bonificata?
Perché si vuole abbattere la scuola Media di Via XX settembre? Con i relativi costi che quell’abbattimento andranno a pesare sulle casse del Comune.
Si è pensato alle famiglie che dovranno, una volta ultimata la nuova scuola media nella zona 167, percorrere ogni mattina diversi chilometri per raggiungere il nuovo plesso dall’altra parte di Nardò?
E poi perché costruirne una nuova, con costi anche questi esorbitanti?
E perché spendere fior di quattrini per far nascere un megaparcheggio al posto di una scuola?

Per quale ragione non si è mai voluto ascoltare i 3.500 cittadini che hanno sottoscritto una petizione contro questa decisione della giunta?

Per quale ragione la priorità di questa città è sempre cementificare abbattendo gli alberi, anche secolari?

Un’ultima domanda, visto che si spendono tanti soldi, la fontana di via Aldo Moro è riuscita bene?
E a proposito di soldi spesi, e di debiti, voleranno mai gli idrovolanti a Santa Maria al Bagno?

Credo dopo l’uscita di Maurizio Pinca in tanti dovranno, all’opposizione e nella maggioranza, interrogarsi su come vengono spese realmente le nostre risorse in questo paese. Sull’utilità sociale, economica e culturale dei progetti che si mettono in cantiere.

Ma in primo luogo si inizi a porre il problema di una democrazia sospesa.
Di una grave assenza di democrazia, che ha voluto dire aver impedito all’intero Consiglio Comunale di essere parte attiva, di svolgere la sua azione, e cioè quella di formulare proposte alla giunta, unitamente all’opposizione.
Ma in primo luogo aver sospeso la democrazia ha voluto dire separare i cittadini dalla cosa pubblica, rifiutando di coinvolgerli e di renderli partecipi del governo di questa città.
Ed ecco che aver voluto prendere decisioni a senso unico, senza interpellare nessuno, le future generazioni si ritroveranno con una barca di debiti.

Dunque, grazie compagno Maurizio Pinca, quando la verità è rivoluzionaria suscita sempre scandalo!

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente