Pillole di resistenza

DOMANDE - Da parte di chi non si fida più dell'attività dell'Amministrazione Mellone sulle opere pubbliche

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NARDO' - Pippi Mellone usava offrire una torta ai neritini, al compimento di un anno o più di ritardo dei lavori pubblici. A maggio taglierà il nastro o una fetta per sé?
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Caro direttore, ma a che punto è la scalinata di Piazza Umberto I, quella della scuola elementare?
Il cartellone, dei lavori in corso, che campeggia sulle inferriate e che delimitano il passaggio ai pedoni, riporta che avrebbero dovuto consegnare l’opera per maggio 2023. Siamo quasi ad un anno da quella data, a due anni dall’inizio dei lavori, ed è ancora tutto fermo.
Alcune docenti, e familiari dei ragazzini che frequentano la scuola, quelli più informati che sono “liberi di esprimere la loro opinione”, ci dicono che ogni mattina i disagi aumentano e sono davvero notevoli.
Pare che i lavori vadano al rallentatore. Non si riesce a capire come mai gli operai si presentano su quel cantiere, un giorno sì e tre no?
Ci chiediamo, ma tutte queste difficoltà, che i neretini stanno sopportando, è per completare quelle poche mattonelle che sono rimaste da incollare sulla scalinata?
Di fatto, la mattina gli scolari sono costretti ad accedere a scuola da una stradina laterale, che costeggia via Duca degli Abruzzi. Per non parlare dei parcheggi, che in zona manco a pagarli a peso d’oro.
Gli stessi vigili sono obbligati a bloccare quella strada, ponendo l’auto di traverso, per fermare il traffico e consentire ai ragazzini di entrare a scuola.
Ricordiamo, che già di per sé su quella piazza il danno è stato fatto: la scalinata, originale, di quell’edificio scolastico era stata costruita a cavallo fra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. Pertanto ha circa un secolo di storia, e una tipologia costruttiva di pregio, tipica dell’architettura di quel momento storico, (altro che cemento e piastrelle).
Sicuramente l’unica cosa salvabile di quel nefasto periodo. Adesso si aggiunge anche la beffa, per dei lavori interminabili, con notevoli disagi per la popolazione.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente