NARDO' - Vi spieghiamo perché accade.
Migliaia di nuovi avvisi di pagamento, così come è già accaduto in passato, recapitati dalla Asl di Lecce a casa delle famiglie in tutta la provincia di Lecce.
Si riferiscono a versamenti, secondo la Asl, di visite specialistiche o esami diagnostici prenotati e non revocati in tempo.
Alcuni avvisi si riferiscono nientemeno a prenotazioni del 2016, si parla di otto anni fa. La gente presa dal timore per ulteriori sanzioni, si appresta a pagare. Un solo dato, solo sul Distretto Socio-Sanitario di Galatina si parla di un debito che la Asl Lecce vanta nei confronti dei pazienti di 90.000 €.
L’assessore alla sanità Rocco Palese in Consiglio regionale, interpellato nel 2022 sull’argomento, disse che si tratta “di somme non dovute”, … “un’iniziativa tardiva, inopportuna e sbagliata, cui non verrà dato seguito”.
Stamane, presso lo sportello Cup del Distretto di Nardò, c’erano cittadini agitati che chiedevano spiegazioni circa queste prenotazioni. Volevano capire quegli avvisi di pagamento a quale ricette si riferivano. Ma gli impiegati non sapevano dare risposte certe.
Non si può, da parte delle AA.SS. LL. Pugliesi, ricordarsi periodicamente che vantano dei crediti presso le famiglie, e inviare avvisi perentori di pagamento in segno di spauracchio. Pretendere che venga saldato un presunto debito entro sessanta giorni dalla notifica. E poi a distanza di anni dall’avvenuta disdetta, spesso sono revoche fatte il più delle volte di persona o al telefono, senza il rilascio di alcun documento da parte degli uffici.
Quanto è giusta l’iniziativa della ASL?
È legittimo tormentare i cittadini con l’inoltro di questo tipo di richieste?
Se davvero le dichiarazioni dell’Assessore Palese fossero confermate ancora oggi, a distanza di due anni, non sarebbe più giusto da parte della Regione Puglia emettere un avviso ufficiale per rassicurare i cittadini di questa provincia?
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente
COBAS di Lecce, P.I. Sanità