Caro direttore, a Gaza i bambini scrivono i loro nomi sulle braccia o sulle gambe per essere riconosciuti in caso di bombardamenti.
Lo so che in questo momento dovrei scrivere di ciò che sta avvenendo, ogni sera-notte, in piazza Salandra e nel centro storico, ridotto ormai come una piccola Bronx o Brooklyn, tipo zone di Hunts Point, Brownsville, Mott Haven o Bedford-Stuyvesan.
Di una città dove imperversano indisturbati manifesti, abusivi, inneggianti odio fascista attaccati (strategicamente) sui muri delle scuole. Rimossi solo se fai una denuncia o la segnalazione ai vigili.
Oppure, potrei parlare dei luoghi abbandonati, come la piazzetta adiacente casa mia, via Aldo Moro angolo via Ferri, dove i compagni dell’ANPI hanno dedicato l’anno scorso una targa a Giacomo Matteotti. O anche in che modo negli ultimi anni a Nardò è cresciuta la criminalità, lo spaccio di droga. E il segno tangibile della, opprimente, presenza e del degrado urbano ci viene ricordato ogni notte, allo stesso orario, dai fuochi d’artificio che vengono fatti esplodere.
Altresì potrei parlare a lungo delle folli corse che nelle ore notturne compiono i ragazzini, che guidano moto con marmitte truccate, e auto che fanno gare e sfrecciano ad alta velocità per le nostre strade, senza che nessuno controlli o una telecamera riprenda.
Dovrei scrivere di questo, ma non ci riesco. Anzi, in qualche modo vorrei cercare in breve (e magari non ci riuscirò) di fare un confronto con questo degrado cittadino- sicuramente voluto da chi ci governa e lasciato incancrenire senza intervenire - con le urla e la rabbia, repressa dalla polizia, degli studenti nelle Università di tutto il mondo per il genocidio che sta avvenendo a Gaza.
E così intanto che a Nardò a chi spaccia e delinque viene riservato un semplice Daspo, agli studenti e ai professori della Ucla vengono arrestati perché chiedono alle amministrazioni dei loro atenei di interrompere ogni programma di collaborazione con Israele, che possa direttamente o indirettamente configurare una forma di complicità con la disumana rappresaglia sui civili che ogni giorno vediamo avere luogo nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
Come non vedere in modo drammatico quanto sta accadendo in Palestina, nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania il simbolo delle nostre democrazie e dei nostri diritti umani ormai divenuti solo “di carta”:
violate ripetutamente e impunemente le Convenzioni di Ginevra, ignorate le tante risoluzioni dell’ONU, rigettate con arroganza le pressioni tanto internazionali – tanto equivoche quelle dello storico alleato americano –, quanto quelle nazionali che non cessano di essere esercitate all’interno di Israele con manifestazioni contro il governo Netanyahu e per un rapido cambio della guardia, preventivamente negata la giurisdizione della Corte Penale Internazionale che potrebbe da un momento all’altro emettere un mandato di arresto per genocidio contro Netanyahu e alcuni suoi ministri.
Solo per dire dell’infamia e della falsità del governo (amico degli alleati dell'occidente) del suo esercito sionista:
in poche ore, due giorni fa, mentre la delegazione di Hamas era giunta al Cairo e stavano discutendo con i mediatori egiziani della proposta di tregua con Israele, sono scattati violenti attacchi aerei su diverse aree della striscia di Gaza. Gli F-16 e i droni israeliani hanno sganciato bombe ad alto potenziale sul campo profughi di Nuseirat.
E tutto questo accade, mentre a Gaza i bambini scrivono i loro nomi sulle braccia o sulle gambe per essere riconosciuti in caso di bombardamenti.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente