Diretto', permette un “pensiero poetico per l’occasione?”
Caro direttore, quando chiedi rallentatori e dossi e, invece, piantano i cactus.
Componimento ella serie, “assessò, che cactus fai”.
Da giorni vedevo operai lavorare alacremente, sotto il sole cocente, sul viale che conduce alle nostre marine. Rimuovevano i vecchi oleandri, ormai rinsecchiti ed inariditi, per piantare cosa? Mi interrogavo preoccupato.
Ho pensato, che stessero sistemando delle piante ornamentali o delle giare, dei vasi con piantine, o anche degli alberelli che potessero servire come spartitraffico decorativo. Stamane l’orrenda notizia: stanno piantando dei cactus!
Ecco che il pensiero corre veloce a quella richiesta avanzata, giorni fa, al sindaco: “per fermare i centauri sulle strade neritine, che si sono trasformate in pista tipo Le Mans, si installino dei dossi e delle videocamere di sorveglianza”.
Per tutta risposta, inaspettatamente, l’amministrazione “piazza” i cactus.
E domandi, “assessò, che cactus fai?”.
Ma pensi pure, visti i precedenti, che questa giunta comunale sia davvero “botanofobica”.
A questo punto constatati gli infruttuosi tentativi, da parte del governo di questa città, di accogliere le istanze dei cittadini, risponderò come diceva Luigino nel film “Così parlò Bellavista”, di Luciano De Crescenzo.
Direttò, permette un “pensiero poetico per l’occasione?”
il cactus solitario
sul viale, vasto e riarso, che conduce alle dune marine
si ergono i cactus
arma di spine fiere e indomite.
Il cactus, simbolo di audacia, guerriero silente, resiste ai venti e all'arsura e si rizza come sentinella eterna e vigile.
Ma gli arditi e intrepidi centauri,
riusciranno a sfrecciare,
sfidare e prevalere,
sui cactus spinosi e spunti?
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente