Pillole di resistenza

*VIDEO* - Da Pippi Noè a Pippi Mosè: in comune c'è l'acqua. Che non bisogna fare di fuori

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NARDO' - Caro direttore, “Lui” vaticinò che il “diluvio universale” ci sarebbe stato…

In principio venne un novello Pippi-Mosè che divise le acque per salvare i neritini: da una parte l’acqua liscia e dall'altra la frizzante.
Il giovane Mosè con l’acqua liscia che rimase la adoperò per la fontana “nana”.
Realizzò zampilli tricolori, e “scialacquò” soldi dei poveri cittadini che, in tanti, ingenui confidavano nelle prodezze del Mosè sbarazzino.
Dopo Pippi-Mosè, venne il patriarca Pippi-Noè.
In quel tempo Noè cercò di mettere in salvo Nardò, e i neritini da un eventuale diluvio.
Invero, una notte buia e tempestosa, Noè sognò un meteorologo ubriaco. Vaticinò che ci sarebbe stato un nubifragio solo su Nardò.
L’allegro signore, improvvisato meteorologo, chiese a Noè di mettere in salvo la sua famiglia e i neritini (?).
E fu così che Noè, oltre agli unicorni, su una grande imbarcazione mise in salvo e fece salire amici e parenti. Prima strappò al pericolo le scuole, i cimiteri e i luoghi pubblici dal probabile diluvio. In seguito impedì a tutti di uscire di casa perché ci sarebbe stato un grand temporale. “Mancava solo il nonno, povero nonno, che morì tragicamente nel ’36 come Gozzano”. (rubo dal testo del buon Gaber).
Sull’enorme imbarcazione, fortunatamente, io c’ero: m’imbucai grazie ad una mia biscugina, Elvira, che conosceva Noè. Se mai la nave avesse salpato mi sarei ficcato sul ponte, a ridosso di un toro che aveva degli attributi mastodontici.
Considerai, una volta che la nave sbatacchiava, per i possibili alti flutti, cercherò, in senso propiziatorio, di agguantare le palle del tauro, non bovi.
Noè sul molo aveva fatto costruire una strana piattaforma a forma sferica. Nessuno mi seppe spiegare a cosa servisse quella spianata, forse perché non serviva a nulla.
In prima classe c’erano i tribuni, con le loro famiglie; in seconda classe c’erano i sostenitori di Noè (quelli tornano sempre utili) così per ogni discorso che teneva il patriarca loro avrebbero fatto la claque. Anche se avesse detto cazzate, e solo il buon Dio sa quanti discorsi a minchiate avrebbe proferito durante il viaggio.
In terza classe c’ero io, col toro, e poi le donne, i negri e tutti gli altri che sarebbero riusciti a ficcarsi dentro.
Ma nel mentre la nave stava per salpare, mi svegliai da quell’incubo. Era venerdì 4 u.s. e splendeva il sole, di nuvole neanche a parlarne e acqua piovana dal cielo non ne cadde per tutto il giorno neanche una goccia.
Morale? Non c’è una morale in questa breve storia. C’è solo l’ennesima, forse non l’ultima, previsione errata su un meteo che negli ultimi tempi di fallimenti ne sta collezionando a iosa.
Basta non stargli dietro, perché un amministratore dovrebbe prestare più attenzione a tutto ma con meno, molto meno, enfasi ed esaltazione allarmistica.
Ma tanto che lo dico a fare se “Lui” vaticinò che il “diluvio universale” ci sarebbe stato…

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente