Il "post capitalismo" diviene "assolutismo".
Dagli USA è partita una "rivoluzione post capitalista" che rompe i legami con la democrazia e punta all'assolutismo confermata dalle attuali dinamiche politiche ed economiche, accentuata dalla leadership di figure come Donald Trump e Elon Musk.
Il capitalismo ha sempre avuto un ruolo predominante negli Stati Uniti, ma la sua forma ha subito un'evoluzione radicale e si è assistito a un consolidamento del potere economico nelle mani di poche grandi aziende e individui, con una crescente disuguaglianza sociale ed economica.
I privilegi per i più danarosi e l'erosione dei diritti dei lavoratori hanno accelerato questo processo, portando a una concentrazione di ricchezze e potere senza precedenti e in tutto questo Trump si pone come una figura di rottura con la tradizione democratica incarnando un cambiamento radicale nelle politiche economiche degli Stati Uniti. La sua retorica spesso populista ha attirato milioni di americani insoddisfatti del sistema politico tradizionale, ma la sua amministrazione si è adoperata sempre in direzioni politiche che hanno rafforzato il potere delle grandi aziende e degli individui più ricchi e soprattutto ha mostrato una certa simpatia per leader autoritari, alimentando preoccupazioni riguardo a una sua propensione all' autoreferenzialismo. Continue sono le sue critiche verso le istituzioni democratiche, contro i media e in particolare contro il sistema giudiziario, alimentando il sospetto che il suo obiettivo fosse indebolire il sistema di bilanciamento tipico di una democrazia liberale. E perché la sua azione sia efficace si è affidato al controverso genio di Musk.
Elon Musk, fondatore di Tesla e SpaceX, è un altro esempio di come il capitalismo possa evolversi in una forma che mette in discussione i principi democratici. Musk ha accumulato un potere enorme, non solo come imprenditore, ma anche come figura di riferimento nel dibattito pubblico. La sua entrata nei social ha concentrato nelle sue mani un potere comunicativo impressionante in quanto ha dato a Musk un controllo significativo su una delle principali piattaforme di comunicazione globale. È inutile rimarcare che le sue decisioni, spesso guidate da motivazioni economiche e strategiche, non sono sempre in linea con i valori democratici di trasparenza e responsabilità.
La sua capacità di influenzare mercati, le opinioni pubbliche e decisioni politiche, grazie alla sua posizione dominante nel settore tecnologico, lo ha reso una figura che esercita un potere che non dipende da elezioni o da meccanismi democratici. Il fatto che Musk possa spostare enormi risorse e influenzare il comportamento dei mercati senza alcun mandato democratico solleva interrogativi su come la concentrazione di ricchezze e potere possa minare la democrazia. Sembra che il capitalismo intrecciato alla politica si sia trasformato e abbia oramai assunto le sembianze dell' "assolutismo".
Un nuovo assolutismo, inteso come una forma di governo in cui il potere è concentrato nelle mani di un singolo individuo o di un gruppo ristretto, dove i grandi capitalisti come Trump e Musk sembrano esercitare un controllo crescente e totale sulla politica e sull’economia. La crescente influenza di queste figure, unite alla crisi di legittimità delle istituzioni democratiche e alla crescente disuguaglianza sociale, fa emergere il rischio che il modello di democrazia rappresentativa venga progressivamente eroso in favore di un sistema economico e politico che favorisce pochi privilegiati.
Il vecchio capitalismo sfocia nell' assolutismo e negli Stati Uniti, alimentato da figure come Trump e Musk evidenzia una deriva verso un sistema economico in cui le disuguaglianze sociali ed economiche aumentano e il potere è sempre più concentrato nelle mani di pochissimi eletti e questo modello rischia di minare la democrazia e la sua capacità di rispondere alle necessità della maggioranza della popolazione, mirando inoltre a sdoganare questa nuova visione nel "vecchio mondo" che dopo secoli di storia di alterne vicende ha raggiunto l' affermazione di una democrazia di valori ed equilibri condivisi.
Trump ad oggi utilizza la delicata situazione geopolitica a suo favore per spingere una debole e sempre divisa Europa a rivedere le proprie politiche, mettendo spesso in discussione la natura della cooperazione transatlantica. Le sue critiche alla NATO, il suo disimpegno da accordi internazionali, il ricatto del gas, la guerra dei dazi, i continui strali contro l' Europa, l'approccio ambiguo alla Russia e la gestione delle crisi internazionali, vedi Ucraina e Gaza, e per ultimo il trattamento umiliante riservato a Zelensky "spettacolarizzato" in diretta mondiale, sono esempi lampanti di come il fagocitatore di potere Trump sfrutti le dinamiche globali per promuovere un’agenda che rispecchia in primo luogo gli interessi degli Stati Uniti e del suo centro di comando rivolti alla conquista ad ogni costo dell'egemonia planetaria.
Una nuova guerra è iniziata. Guai ai vinti.
Marcello Cazzante