Caro direttore, “i violenti contro Dio nell'operosità umana, in quanto si sono arricchiti grazie al denaro e non al duro lavoro. Dante li colloca nel terzo girone del VII Cerchio dell'Inferno, costretti a stare seduti nel sabbione arroventato dalla pioggia di fiammelle, e li descrive nel Canto XVII”.
Le famiglie conoscono le leggi in materia di condomini, e quanti di loro sono raggirati da amministratori, capi condomini e dagli stessi signori proprietari?
Di case in affitto, con contratto a lungo termine, non se ne trovano in giro nella provincia di Lecce neanche a pagarle a peso d’oro.
Ormai è questa l’altra piaga sociale, quella che attanaglia le famiglie e le costringe a fare i conti, ogni giorno, con un mercato impazzito costituito, esclusivamente, da case vacanze, affitti brevi, con costi da capogiro, appartamenti che, vicino al mare, si locano solo per villeggiatura.
Ma per gli appartamenti che ci sono, quelle rare situazioni rimaste, con affitti a lungo termine, chi cura i diritti dei conduttori?
E cioè di coloro che sono obbligati a pagare capi condomini, fiduciari dei proprietari o veri e propri amministratori.
Dell’argomento, anche se me ne occupo da anni, (devo fare mea culpa) purtroppo sono stato ingannato anch’io.
Quando nel computo dei costi condominiali rientrano i consumi dell’acqua, la luce delle scale, la manutenzione dell’ascensore e la retta per l’amministratore statene certi il tranello è sempre in agguato.
- Quanti conoscono la norma che nella quota – spesso smisurata - che il locatario paga, mensilmente, all’amministratore dev’essere inclusiva della quota da addebitare al proprietario?
- Che le spese straordinarie, ad esempio dell’ascensore, devono essere saldate dai signori proprietari, e no dai conduttori?
- Che le quote che vengono applicate per il calcolo della bolletta, di ogni singola famiglia, per il consumo dell’acqua, dal 2019 sono cambiate a ribasso?
- Che i bilanci devono essere approvati dalla maggioranza dell’assemblea, dei condomini e proprietari, e nel caso di mancata approvazione dei bilanci, e vale a dire in assenza di numero legale dei presenti l’assemblea, quei bilanci sono nulli e possono essere impugnati davanti all’autorità giudiziaria?
- Che allegati al conteggio delle diverse voci, riportate nei prospetti dei bilanci, devono corrispondere le fatture con i reali consumi da pagare?
- Che le segretarie, o collaboratrici, degli studi dei responsabili dei condomini, non hanno nessun diritto di esporre in “pubblica piazza” i conti degli affittuari né tantomeno fare gli interessi dei signori proprietari. Non ce n’è bisogno, di privilegi ne hanno già a iosa!
Per di più, nei palazzi dove si contano al di sotto delle sette famiglie, questi non si possono neppure annoverare come dei condomini. E gli amministratori, si faccia attenzione, non svolgono la loro effettiva funzione.
Questi non sono altro che dei fiduciari, alle dirette dipendenze dei padroni. Ragion per cui il controllo, sui conti, dev’essere maggiore: l’uomo di fiducia di solito si interfaccia con “la proprietà”, e quello che ne esce fuori è sempre un imbroglio ai danni degli inquilini.
Ecco perché dico, le famiglie hanno necessità di conoscere le leggi in materia di condomini, perché molti di loro possono essere raggirati da amministratori, capi condomini e dagli stessi signori proprietari!
Direttore ribadisco, “I violenti contro Dio nell'operosità umana, in quanto si sono arricchiti grazie al denaro e non al duro lavoro. Dante li colloca nel terzo girone del VII Cerchio dell'Inferno, costretti a stare seduti nel sabbione arroventato dalla pioggia di fiammelle, e li descrive nel Canto XVII”.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente