Caro direttore, chi ordina l’acquisto di più carri armati e missili, sa cosa vuol dire ammalarsi e non avere la possibilità di curarsi?
L’Istat dice che:
“più italiani rinunciano alle cure, nel 2023 il 7,6% della popolazione italiana aveva rinunciato a curarsi, contro il 6,3% del 2019. "La quota di quanti hanno rinunciato a causa delle lunghe liste di attesa risulta pari al 4,5% (2,8% nel 2019)”.
Ogni santo giorno presso i Cup della nostra provincia ci sono operatori che compiono, veri e propri, salti mortali per riuscire a prenotare, in tempi brevi, una visita specialistica, una Risonanza o una Tac ai cittadini che si rivolgono a loro.
Vale a dire accaparrarsi una prestazione sanitaria entro un mese è diventata solo questione di fortuna. E non come accade spesso ottenere una prenotazione dopo un anno, e a volte anche due.
Sono migliaia i cittadini che, quotidianamente, fanno lunghe code, per ore ed ore, e chiedono agli impiegati del Cup di “fare il miracolo”.
Per gli operatori dietro i computer, è come sfidare la sorte per i cittadini, nel Mare Magnum di un sistema di prenotazioni, centralizzato, che sembra come tirare la pallina sulla roulette, di un casinò, e indovinare il colore e il numero.
In centinaia sono gli addetti che inseguono, come una caccia al tesoro (che poi è come cercare l’ago in un pagliaio) un posto per una visita medica specialistica o per una prestazione ambulatoriale.
Ed è solo fatalità il poter avere rapidamente un appuntamento per una persona anziana, sofferente e il suo medico di base gli ha prescritto di controllare cuore e i reni; oppure per quella madre che ha necessità, urgente, di eseguire quella mammografia o un’ecografia mammaria, e capire velocemente se rassicurare i suoi figli che non è in pericolo di vita.
Gli operatori del Cup, oltre a “gareggiare” bloccare una posizione e prenotare una visita, devono lottare altresì con dei programmi computerizzati stantii, che si fermano di continuo. E anche questo rende ancora più difficile lo svolgimento di quel servizio, per i tanti cittadini che attendono fiduciosi.
Tanto che sono gli stessi impiegati costretti, a volte con mortificazione, a comunicare alle persone di avere pazienza, di attendere anche ore prima che il server della ASL si decida a ripartire e a ritornare operativo.
Sono la stragrande maggioranza la gente che ogni giorno perde la speranza, e la fiducia nelle istituzioni di questo nostro paese, quando l’operatore comunica che la prenotazione, la prima disponibilità, è tra un anno o anche più.
E non voglio pensare in quanti poi, col tempo, perderanno la vita perché non sono riusciti in tempi brevi a farsi controllare da un medico se stanno bene in salute o se la loro esistenza è a rischio.
Chi legifera, e poi ordina l’incremento della spesa per carri armati e missili, lo sa che migliaia e migliaia di persone ogni giorno, ai Cup, se non trova un posto per prenotarsi una visita o un controllo radiografico, e gli stessi cittadini possono avere il cancro, non lo sanno e forse non lo sapranno mai, e poi non hanno la possibilità di disporre di denaro per recarsi presso uno studio medico privato, alla fine rinunciano a farsi curare?
Questo il dramma!
Ovvero non sapranno mai se sono a rischio di avere un infarto, o se i loro reni stanno funzionando, perché con i tagli alla spesa sociale la gente non riesce a prenotarsi una visita dal cardiologo o dal nefrologo.
Ci sono persone che vanno avanti finché il destino, cinico e baro, li lascia in vita. Questo ci dice l’Istat.
Questa dei Cup purtroppo è un’irrazionale competizione tra poveri, in una disputata non voluta da nessuno di noi gente comune, ma ingaggiata solo da chi ci governa, per i loro sconsiderati giochi di potere.
Un potere che scommette i nostri soldi in ingenti partite per l’acquisto di grosse quantità di armi presso le fabbriche degli arsenali di morte. E dall’altra parte è lo stesso potere governativo che lascia morire il suo popolo, negando l’assistenza e la prevenzione sanitaria gratuita per tutti, tagliando posti letto e ospedali, cancellando farmaci dal prontuario farmaceutico e presidi sanitari. E nello stesso tempo incrementa, con soldi pubblici, cliniche e studi medici privati.
Il senatore Bernie Sanders, di recente al Senato degli Stati Uniti, ha pronunciato un discorso che farebbe impallidire un sessantottino di prima generazione.
Sanders dice,
“…mentre i ricchi diventano sempre più ricchi, il 60% degli americani vive di stipendio in stipendio, 85 milioni non hanno un’assicurazione sanitaria adeguata, il 25% degli anziani cerca di sopravvivere con meno di 15.000 dollari all’anno, 800.000 persone sono senzatetto e gli Stati Uniti hanno uno dei tassi di povertà infantile più alti tra i paesi avanzati.
Sanders conclude questo discorso con un appello che non ti aspetti, “…unitevi a me in questa lotta!”
Auspico, in cuor mio, che anche la sinistra, tutta la sinistra, italiana rinsavisca e si unisca nella lotta per sconfiggere questo potere di destra estrema che sta pensando ad incrementare ed ingrassare le fabbriche di morte, con uno spaventoso ritorno ad un freddo nazionalismo che sa solo seminare odio, xenofobia e intolleranza razziale. E che nel ‘900 ha causato guerre e devastazione. Ed è proprio da queste catastrofi che nasceva il Manifesto di Ventotene, dei compagni Spinelli, Rossi e Colorni.
È lo stesso potere che oggi vuole preparare la guerra in Europa (pensare di poter ingaggiare una guerra contro la Russia è da idioti!) e nel frattempo ci sta derubando, sotto i nostri occhi, enormi risorse per sanità, istruzione e previdenza.
Chi ordina di acquistare più carri armati e missili, sa cosa vuol dire ammalarsi e non avere la possibilità di curarsi?
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente