Pillole di resistenza

2 ADDIO MARIO - "Bisogna dubitare di chi non ha dubbi"

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NARDO' - In ricordo di Mario Nanni, grande giornalista italiano.

 

Oggi 2 aprile 2025 è un giorno triste per il mondo del giornalismo, per la nostra cultura e per tutti coloro che praticano la professione di giornalista in ambito parlamentare, e non solo.

Stamane è venuto a mancare Mario Nanni.

Ma qui oltre al ricordo di personaggio pubblico voglio dire che oggi è un brutto giorno per noi neretini, che di Mario siamo suoi concittadini, conterranei.
E mi preme dire, anche se Mario organizzava conferenze, convegni e pubbliche presentazioni di libri, e lo faceva nella sua Nardò, non mancava mai occasione di ricordare che lui era un neretino doc.
Allo stesso modo, nei suoi discorsi pronunciava frasi in vernacolo neretino, e da preparato conoscitore della nostra lingua spiegava, con precisa intonazione dialettale, le frasi che pronunciava. Per non parlare poi delle citazioni erudite di personaggi della nostra terra, dei chiari ricordi di cittadini che hanno dato lustro alla città di Nardò.
Quando scompare una personalità del calibro di Mario Nanni, per trentacinque anni capo redattore dei servizi parlamentari dell’Ansa, scrittore e giornalista professionista di fama, a nessuno verrebbe in mente di scrivere anche le cose che con Mario hanno potuto dividere.
E dato che di “professione” svolgo il compito, a volte anche ingrato, di dissidente devo dire questo:
l’anno scorso mi venne in mente, dopo aver letto i (non tutti lo ammetto) libri di Mario Nanni, e dopo aver dato uno sguardo alla sua rivista online “Beemagazine”, di scrivergli un messaggio.
E com’è nel mio stile pacato, sempre in punta di piedi, domandai se sul suo periodico poteva ospitare le mie lettere. Periodico che avevo notato collaboravano penne illustri del giornalismo e della cultura italiana.
Con grande sorpresa, da parte mia, Mario mi disse che avrebbe valutato, caso per caso, gli argomenti che trattavo e accolto con piacere le mie lettere.

Però Mario, da curioso giornalista, non poteva sottrarsi dal chiedermi una cosa: “perché ti firmi dissidente?”
Con affetto, bensì deciso, risposi in breve ma con eloquenza. E della mia risposta fu soddisfatto.
Per me fu motivo di grande appagamento, e anche ragione di gioia in quel momento. Difatti, a cadenza mensile, le mie lettere comparvero su Beemagazine.
Però da dicembre dell’anno scorso Mario decide - dopo che gli avevo inviato una lettera dove ribadivo ciò che aveva scritto un docente, il prof. Giancarlo Burghi che insegna al liceo T. Tasso di Roma – di non pubblicare più missive. Questo mi amareggiò molto, ma non per questo ho serbato rancore, anzi.

Da Mario ho potuto solo imparare. Ad es. nel suo libro “Il curioso giornalista” Mario Nanni dice una cosa di una saggezza infinita:
“…essere curiosi significa non accontentarsi del semplice dato apparente, non seguire alla lettera, …senza la curiosità non esisterebbe il giornalismo”. Questo libro per lui voleva “instillare il senso e il valore del dubbio…come atteggiamento critico, il dubbio come chiave di lettura per decifrare e conoscere la realtà da raccontare…” e concludeva, “bisogna dubitare di chi non ha dubbi.”

Lo confesso, per me i suoi libri, in questi anni, sono stati sapienti letture, e riletture, per verificare l’umile preparazione da autodidatta. Fanno parte della mia cassetta degli attrezzi.
Oggi sono qui a piangere e a ricordare un amico, un grande giornalista, un uomo di cultura, una personalità che ha reso migliore questa terra e la nostra Nardò. Una persona come Mario Nanni è un dovere ricordarlo.
Ciao Mario
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente