Caro direttore, premetto che l’organizzazione sindacale di cui faccio parte (i COBAS) ha deciso che nella Asl/Lecce non parteciperemo alle elezioni per il rinnovo delle Rsu. Lo abbiamo fatto in modo critico, nei confronti di questa istituzione, che allo stato è svuotata di ogni funzione e significato.
Da mesi sui luoghi di lavoro pubblici, sanità, scuola, università ecc… si nota un brulicare frenetico di sindacalisti (per intenderci i burocrati sindacali) che percorrono giornalmente corsie, corridoi e androni.
Entrano nelle stanze dei dipendenti, chiedono alle/ai lavorat* se hanno bisogno, se qualcosa non sta andando, se ci sono problemi sul lavoro.
Insomma sembrano quei bravi e garbati maggiordomi che ti accudiscono, ti assistono per non farti mancare nulla. Ci sarebbe da dire, “che brave personcine!”
Ma poi ti ricordi che tra qualche giorno si voterà per il rinnovo delle RSU, e allora comprendi che queste cortesie, distribuite a piene mani, sono false e interessate.
Facciamo finta, per assurdo, che una/un lavorat* al posto di fare la bella statuina, e cioè rimanere al suo posto senza fiatare dietro una scrivania, in una corsia d’ospedale o dietro una cattedra di una classe chiedesse al rappresentante sindacale,
“ma come funzionano effettivamente le Rsu? Ogni quanto un’assemblea Rsu si riunisce nel corso dei quattro anni di mandato? Può un singolo delegato Rsu convocare un’assemblea su un luogo di lavoro?”
Se un dipendente iniziasse a fare questo tipo di domande, diventerebbe a dir poco fastidioso come una zanzara, e il burocrate sindacale (di qualsivoglia sigla, può essere dei confederali o degli autonomi) lo qualificherebbe come eretico, diciamo pure un dissidente.
Sfortunatamente di lavoratori che hanno una coscienza critica, e che sono ben informati di ciò che sono le Rappresentanze Sindacali Unitarie, e del perché i funzionari sindacali ci tengano particolarmente a queste elezioni, c'è ne sono davvero pochi.
E per buona pace (quella sociale) delle segreterie sindacali, sui luoghi di lavoro tutto procede senza discussione politico-sindacale né dibattito democratico.
Pertanto, anche quest’anno assisteremo ad una guerra “fratricida”, per cui molte organizzazioni sindacali cercheranno di conquistarsi quanti più voti e delegati possibile. Del resto come accade per i politici nelle elezioni per il rinnovo dei consigli comunali, regionali e nelle consultazioni nazionali.
Per le organizzazioni sindacali l’elezione per il rinnovo delle Rsu sarà un semplice termometro, per misurare il gradimento che provano i lavoratori per di ogni singola sigla sindacale.
Il resto conta poco. Anche perché chi andrà a sedere ai tavoli delle trattative, e cioè i delegati, non decideranno per niente delle sorti di chi lavora, perché saranno sempre gli stessi a scegliere, ovvero i componenti delle segreterie e i rappresentati territoriali. E alla faccia dei voti e di chi sarà eletto.
Intanto sarebbe ora che la stragrande maggioranza delle/dei lavorat* pubblici iniziasse ad interessarsi di più a questi argomenti che li riguardano da vicino, magari leggendo i contratti, nazionali e decentrati, e dunque prendendo coscienza del significato delle Rsu e quale ruolo dovrebbero svolgere.
E dico dovrebbero visto che ad oggi, dopo più di vent’anni dalla loro istituzione, molte funzioni delle Rsu sono rimaste lettera morta e figurano solo sulla carta.
Ad esempio, i componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato, ma possono anche essere non iscritti a quel sindacato.
In ogni caso gli eletti rappresentano tutti i lavoratori, non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.
La forza della RSU, infatti, non deriva solamente dal potere assegnato dal contratto e dalle leggi ma anche dalla capacità di creare consenso intorno alle sue proposte e azioni e una ampia condivisione degli obiettivi.
La RSU funziona come unico organismo che decide a maggioranza la linea di condotta e se firmare un accordo.
La RSU dovrebbe quindi essere una sorta di “parlamentino” che dovrebbe riunirsi periodicamente per confrontarsi sulle problematiche del lavoro ed elaborare ed approvare proposte ed azioni, sempre in stretta connessione con le/i lavorat* che intende rappresentare.
Il consenso e la condivisione dovrebbero poi essere accertati periodicamente nelle assemblee unitarie de* lavorat*.
CHIEDO: da quanti anni presso la ASL/Lecce non si riunisce la RSU?
E inoltre, lo dico per chi è in lista e chiede il voto, negli ultimi quattro anni quante volte l’assemblea Rsu si è riunita?
E se non si è riunita mai o solo una volta, chi ha paura delle Assemblee e della democrazia sindacale?
E per finire, lo sanno chi è in lista per il rinnovo delle Rsu che anche un singolo componente della RSU può convocare un'assemblea sindacale? Lo ha sancito la Corte di Cassazione!
• La RSU è dotata di rappresentanza sindacale unitaria e questo potere spetta anche a ciascun suo componente.
• L'autonomia collettiva può attribuire ad altre organizzazioni sindacali, dotate di effettiva rappresentatività dei dipendenti dell'azienda, la prerogativa di convocare le assemblee sindacali.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente