Pillole di resistenza

Frivolezza, frivolezza. Primavera di tristezza

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Caro direttore, da oggi vivrò in modo frivolo?
Ebbene sì, comprovato che l’impegno politico, e sindacale, rivolto agli ultimi non porta soddisfazioni e risultati concreti (vedi i referendum dell’8 e 9 giugno per i diritti dei lavoratori); dimostrato che è desueto occuparsi di operai che vengono licenziati (tanto al posto di votare se ne vanno al mare); attestato che i padroni, e padroncini, sono tutti delle brave personcine che non licenziano i lavoratori, e corrispondono retribuzioni adeguate, non sfruttano gli operai e rispettano le norme e le protezioni sul lavoro allora ho deciso.

Scelgo la frivolezza, mi occuperò di quale costume indosserò quest’anno, per non sfigurare quando andrò in spiaggia; a dire il vero ancora non ho deciso se andrò alla sabbia o agli scogli. Devo vedere, tanto che problema c’è se spenderò mille euro per una settimana in un lido privato. L’Istat e il governo hanno detto che la nostra economia va a gonfie vele, che l’occupazione è aumentata e i giovani, ormai, sono tutti impiegati. Nessuno più lascia il nostro paese, dopo la laurea, per andarsene fuori nazione.

E potete stare tranquilli, vi invierò le foto dei nuovi infradito che sto cercando di comperare, tanto il nostro stipendio è abbastanza tanto da concedermi di rinnovare il guardaroba mare per tutta la famiglia.
E insieme con l’abbigliamento, rigorosamente di tendenza, voglio postare splendidi gattini addomesticati che si leccano le zampette. E poi sto scegliendo la pettorina che metterò al mio cucciolo toy, che non sa nessuno ma l’ho acquistato a rate. Non voglio che si sappia che non avevo i soldi.
È una goduria vederlo passeggiare, il mio toy, sul longo mare di Santa Maria, deve fare invidia a tutti. Inserirò sui social dei post sulle future attitudini, lingerie da uomo e da donna; metterò le foto delle torte dei nostri compleanni familiari; anche quelle di quei noiosi banchetti con gli amici, dove ti propinano dei piatti scadenti. Devo farlo, perché tutti lo fanno.
E poi voglio divertirmi interessandomi di calcio. Farò l’abbonamento al Lecce. È una soddisfazione vedere i giocatori, che le società pagano milioni, anche se perdono le partite nessuno li manda a quel paese.
E un’altra cosa, scatterò delle fotografie dai vari angoli delle nostre marine, magari dalle angolature di costa dove non sono occupati dai privati. Farò una ricerca, sarà difficile, vedrò di riuscire all’impresa.
Sono sicuro che queste immagini saranno originali (o quasi). Quando ogni anno vedo quelle dei miei amici, mi fanno una rabbia. Posterò anche quelle di domenica 8 giugno. C’era una fila interminabile per scendere al mare, tutti incolonnati, avviliti e sudati.

A differenza di chi è andato a votare. Pensate, che hanno votato per tutelare i diritti di chi lavora. Come sono attempati certa gente!
Ma poi davvero uno si mette contro un padrone, un dirigente, un direttore, un presidente solo perché ha “suggerito” di non andare a votare?
Vedrai quante centinaia di “mi piace”, e quanti “cuoricini” metteranno i miei amici. Non mi domanderà nessuno, ma sei diventato stronzo?
Tanto la gente è talmente assuefatta a guardare e ascoltare cretinerie, stupidaggini, avvezza alle minchionerie che se uno, come il sottoscritto, dall’oggi al domani diventasse un idiota, alla loro pari, e realmente posterebbe foto melense non se ne accorgerebbero.

Quando scrivo di cose come i contratti di lavoro, la sicurezza sul lavoro, le morti sui cantieri dati in subappalto, dei licenziamenti degli operai, senza giusta causa, della cittadinanza per lavoratori immigrati, che in Italia pagano le tasse e comunque sono sfruttati, o se scrivo del genocidio che l’esercito israeliano sta compiendo a Gaza, lì cala il silenzio assoluto. A limite ricevo insulti dai soliti troll, dai consueti incolti disturbatori seriali.
Basta dunque, vita nuova. Da oggi vivrò in modo frivolo?

Addio al dissenso, alla critica darò tutto per scontato, scriverò di cose banali, di questioni di cuore (quelli sì sono problemi seri) che riguardano quei “gran lavoratori” dell’isola dei famosi, o lo scandalo della separazione di quei poveracci di Fedez con la Ferragni.
Spero solo che questo mio scritto, il mio “caro direttore”, non lo prenda sul serio.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente