Pillole di resistenza

RIVOGLIO IL VECCHIO E CARO MEDICO DI FAMIGLIA! - Ma anche per la supposta si dovrà usare l'app?

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Caro direttore, da oggi non dobbiamo più chiamarlo medico della Asl, ma medico della App.

I medici di base, quelli che una volta chiamavamo, affettuosamente, di famiglia avevano tanti mutuati, si chiamavano “massimalisti”. Non voglio dire che questa figura di medico, che per certi versi trasmetteva potere, fosse tutto rose e fiori, anzi.
Però il confronto con alcuni medici attuali di certo non regge. È ovvio che i medici non sono tutti uguali, però taluni adesso sono ammantati d’arroganza, si celano dietro mille pratiche burocratiche, prima di poterli raggiungere per farsi visitare o anche solo parlare con loro.
Quelli di 50 anni fa riuscivano ad occuparsi di tutti, tra visite in ambulatorio, quelle a domicilio, la prescrizione dei farmaci. In ogni modo ti ricevevano sempre. Lo facevano con grande disponibilità.

Quando veniva a casa il medico, per visitare un parente che stava male, le nostre mamme e nonne, negli ’60 e ’70 preparavano l’asciugamano pulito, la saponetta nuova.

Si accedevano tutte le luci, sembrava una cerimonia importante. Ancora oggi mi capita quando accendo in casa tutte le luci, del lampadario della camera da letto, mi torna alla mente quelle situazioni.
Adesso, nell’epoca dei social media, di internet e dell’intelligenza artificiale, tutto questo è solo un ricordo, e manca poco che il medico ci visiti tramite App o in videoconferenza.
Ci sono gli studi medici singoli, nei giorni di lunedì e venerdì, e negli altri giorni trovi (parola grossa, perché il medico non lo vedi mai) il medico negli studi associati.
Con le segretarie dietro le scrivanie, due computer portatili, alle prese con due e più smartphone, che rispondono ai messaggi, alle mail, alle chiamate. Inviano messaggi di risposta, prescrivono farmaci ed esami. Ma quel che è più interessate, per la salute psichica del medico, le segretarie hanno l’incarico di bloccare tutti i pazienti che chiedono, invano, di parlare con la dottoressa o con il dottore. Fermare quei pazienti, che giungono nello studio, senza la prenotazione.

Prenotazione che sei costretto a fare tramite una Applicazione, su internet altrimenti sei fottuto, niente visita e niente colloquio, anche di cinque minuti. Il dottore (che quell’espressione “di famiglia” è solo una lontana reminiscenza sbiadita) nel nostro periodo storico, che stiamo attraversando, è divenuto un algoritmo, un’entità che ti sembra irraggiungibile.
Se ti capita, come è successo a me, di andare nello studio di un medico, prima fai la coda per parlare con la segretaria, poi è quest’ultima che decide se farti entrare dal medico perché è una visita urgente. Altrimenti ti manda via, e dice che se non hai la prenotazione non puoi neanche aspettare.

Qui non voglio fare una verbosa disquisizione sui personaggi, prosopopeici, delle segretarie. Dico solo questo: ormai sono figure, per alcuni studi medici divenute obbligatorie, superbe e saccenti, che non comprendo dove poggino questa alterigia.

So solo che se abbiamo bisogno di una visita dal nostro medico, di famiglia, non possiamo andare ed aspettare negli studi. Dobbiamo prenotare tramite l'App, e a riguardo vorrei vedere persone di 80, e passa anni, alle prese con App, internet e mondi virtuali.
Dunque, dobbiamo definire che anche per il medico di base, come per lo specialista, siamo costretti a far prima a recarci dal clinico a pagamento per farci visitare?
Allora, a questo punto non chiamiamolo più medico della ASL, ribattezziamolo medico della App.
Rivoglio il medico di famiglia, senza antipatiche segretarie né App.
Ne ho diritto!

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente