Pillole di resistenza

UNA BELLA LETTERA - Donne, è arrivato il paladino

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Caro direttore,
alle donne, alla loro tenacia e forza per saper svolgere mille ruoli fondamentali indispensabili per la nostra vita, dico Grazie!

Qualche giorno fa ho letto un brutto messaggio, su un social dove un po’ tutti sbirciamo. Un post che colpevolizza e crocifigge le donne in qualità di madri che lasciano ai nonni i figli, perché loro sarebbero impegnate tutto il giorno a giocare(?) con gli smartphone, e dunque sarebbero distratte.
Nel post solo una volta, probabilmente per mascherare l’intento misogino, si citano in modo subdolo, “i genitori”.
In pratica, a mio umile pensiero, lo scritto non fa altro che indirizzare un cattivo messaggio contro tutte le donne. Le rimbrotta, a torto, come facevano una volta i maestri a scuola con gli scolari screanzati, perché sarebbero spesso assenti e non onorerebbero più, maschilisticamente, il ruolo di madri. La paternale, maschilista e padronale, sta ritornando, in era “meloniana”, il mezzo per richiamare la donna che, quasi sia, dovrebbe rientrare nell’ovile di casa, il ritorno al focolare.
Se quel messaggio si propone di fare appello alle madri, per i fatti di cronaca di questi giorni, così come è stato posto è sbagliato. Bambini di undici e tredici anni che rubano un’auto, investono e uccidono una donna, o per quel bimbo di sei anni che è annegato in mare, davanti ai genitori.
Se avvengono questi fatti di cronaca, non è perché la donna ha bisogno di insegnamenti per non saper più svolgere il proprio ruolo.
I colpevoli siamo tutti noi! Mettiamoci una mano sulla coscienza e chiediamoci, ma dove stiamo andando? Possibile che non riusciamo a vedere l’abisso in cui stiamo precipitando, e facciamo finta di accusare “gli altri” per quello che noi per primi stiamo contribuendo a demolire?
E badate, che sempre più spesso lo facciamo inventandoci il nemico di turno. Di solito il più debole, socialmente ed economicamente.
Adesso può essere comodo dare addosso al migrante, che scappa dalle guerre, che sbarca sulle nostre coste e lo facciamo morire in mare, o lo lasciamo in miseria nelle baracche o nei centri di detenzione; può essere il turno del disoccupato che prende un minimo sostegno economico, e diventa nostro nemico perché è stravaccato sul divano (diceva così la destra per derubare il reddito di cittadinanza ai poveri), oppure è la donna che viene richiamata perché non bada ai figli.
Colpevolizzata se si separa da un marito violento, senza ammettere che quello si chiama coraggio, perché è riuscita a togliersi il cappio al collo, per un matrimonio con un mascalzone che la picchia.
Una donna che deve fare i conti con un ex compagno che fa finta di essere disoccupato, e non li passa un centesimo, di mantenimento, per sostenere i figli.
Ci siamo mai chiesti, prima di dare colpe, come fa oggi una madre separata, senza soldi, a sopravvivere? Che deve occuparsi di tutto in una famiglia, rivestire mille incarichi, non ultimo anche sostituirsi ad un ex marito o compagno che non ha mai voluto, né saputo, fare il padre.
I soli che vogliono un mondo di bene alle loro figlie (donne, madri) e ai loro nipoti sono i Nonni.
Vi scongiuro, non adoperate a sproposito la figura dei nonni, per dare addosso la croce alle donne. Non è permesso farlo, non conviene! Perché i nonni sono, da sempre, i pilastri della sfera affettuosa, i sostegni economici della nostra esistenza.
E chi dice che non è vero, allora vuol dire che non ha mai avuto una madre, un padre, un nonno o una nonna.
Ecco perché, alle donne, alla loro tenacia e forza per saper svolgere mille ruoli fondamentali e indispensabili per la nostra vita, dico Grazie!

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente