Caro direttore, se un visitatore venisse a Nardò in questi giorni, ed entrasse dalle vie principali avrebbe l’impressione di trovarsi in una città amministrata da una giunta leghista.
Difatti, su molte plance campeggiano, nei punti nevralgici della città, imponenti manifesti che invitano a votare i candidati della Lega Nord. Reclamizzato in primo piano l’immaginario condottiero (un personaggio di pura fantasia) Alberto da Giussano, figura della Lega, che gli storici concordano sul fatto non sia mai esistito. Una specie di power ranger, come lo definì, allegramente, Checco Zalone in un suo celebre film.
Prendiamo il rondò, per chi proviene da Lecce, con al centro in bell’aspetto (si fa per dire) il ben noto toro corvino, plastificato. Un’opera artistica eretta anni fa, su richiesta dall’amministrazione melloniana, dalle sembianze “cazzute”, e dagli osceni attributi virili.
Certamente, con il vento politico che è mutato in modo repentino, il toro sarà sostituito da un simbolo adeguato ad esaltare il settarismo leghista.
La fontana-rotatoria che si trova sulla via del mare, di Via Aldo Moro, ci aspettiamo anche lì che i colori della bandiera tricolore, che zampillano dai getti d’acqua, siano rimpiazzati da un solo tono, il verde padano con la stella a sei punte.
E così come la leggenda di Giussano è stata ingigantita ad arte, per narrare storie che tornavano utili al partito di Salvini, così oggi Nardò agli occhi, ingenui, del nostro passante appare ingannevole. Come di un Comune da sempre schierato con la Lega.
All'opposto del nostro viaggiatore io vorrei sottrarmi e non vedere, quando faccio ingresso nella mia città, i fasti dell’aberrazione genetica di questo municipio.
Qualcuno mi potrebbe dire, basta non venire a Nardò. Rispondo sulla falsa riga di Andrea Camilleri, quando citava Tiresia, colui che scruta il futuro. (Tiresia, celebre indovino tebano della mitologia greca, cieco dalla nascita per volontà divina, ma dotato della capacità di vedere il futuro). Il nesso tra cecità e profezia ha radici antichissime.
Camilleri ringraziava la sua cecità, “mi ha risparmiato di vedere il nostro tempo nefasto. Di non vedere lo spettacolo della quotidiana barbarie”.
Una domanda però (che rimarrà senza risposta) al sindaco vorrei, con garbo, rivolgerla:
• Signor Sindaco, viste le tante esperienze politiche trascorse, i tentativi non riusciti di percorrere strade in comune con partiti e movimenti, che alla fine non hanno gradito candidarla alla Regione, Lei pensa che oggi con la Lega di Salvini e Vannacci - partito dalle caratteristiche chiaramente xenofobe e razziste, che va a braccetto con Orban in Ungheria, e con il suprematismo coloniale bianco di Trump, che fa la guerra ai migranti, e appoggia il genocidio a Gaza di Netanyahu - potrà in questo modo e con queste idee bizzarre rilanciare il suo ruolo e quello di tutta la sua coalizione? In sintesi, pensa davvero che Nardò le tributerà quel largo consenso che lei spera, per un partito come la Lega che odia da sempre tutti i Sud del mondo, e noi meridionali?
Credo, come dichiarava Gramsci, che la storia è una "maestra" che cerca di impartire lezioni, ma i suoi "studenti" sono sordi e presuntuosi, non ascoltano e non imparano dai suoi insegnamenti.
Visto il periodo storico contrassegnato da crisi, e oscurità profonda, devo, doverosamente, concludere con le parole del profeta Isaia, "Sentinella, a che punto è la notte?". La sentinella risponde, “Viene la mattina, e viene anche la notte. Se volete interrogare interrogate pure; tornate e interrogate ancora”».
Questa è sete di ricerca, non ci si può mai fermare.
Ritorniamo, insistiamo, non ci stanchiamo.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente