Sindaco, ma perché vuole abbattere quella scuola?
Una scuola efficiente, che nessun perito o esperto del settore ha dichiarato inagibile.
Caro direttore,
se posso vorrei riproporre la stessa domanda che avanzai nel giugno 2023, a proposito della Scuola Media di Via XX Settembre. E devo dire che, ancora peggio di due anni e mezzo fa, la giunta “melloniana” non gode di quell’ampio consenso che, da sempre, vanta e sbandiera.
Infatti, fino a qualche giorno fa, con un consenso al 39%, accordato dagli elettori neritini per la Lega, sembrava un’ovazione roboante, da “patto granitico”, di folle plaudenti che gridano a squarcia gola nei raduni “padani” per osannare il prode Alberto Da Giussano. E invece quando si tratta di questioni reali, che toccano gli interessi della gente, le cose vanno diversamente. E le famiglie reclamano,
“… ma piccè ole cu la mena a nterra?”;
“… adda scola so sciutu iò ti agnione, e ghè sciutu figghiuma, e mo ce bole cu face?”;
“… ma lu parcheggiu propriu adda la fare, addi posti chiù grandi no ndae?”
Da questo povero (solo in apparenza) sillabario in vernacolo, pronunciato ad alta voce ma con eloquenza, chi sa ascoltare e capirne il significato deve rendersi conto che il popolo neritino, stavolta, non sta apprezzando il capriccio dell’abbattimento della Scuola Media.
Entriamo per un attimo nell’ordine delle idee di alcuni amministratori, che vogliono costruire un parcheggio al posto di una scuola.
Già il fatto in sé del “demolire”, per il godimento di vedere abbattuto un edificio scolastico e degli alberi secolari, questo fa venire i brividi. Ancora una volta - come è avvenuto per il gerontocomio e per altri alberi centenari dislocati sul territorio di Nardò- azionare una ruspa contro una Scuola, luogo simbolo dell’insegnamento e del sapere della nostra educazione, è davvero un “crimine”.
Una scuola funzionante, che nessun tecnico ha dichiarato inagibile.
Ma qual’è la differenza, far sorgere un parcheggio al posto di una scuola?
La scuola è istruzione, studio, educazione, insegnamento scolastico, addestramento, di una tecnica, o pratica, esercizio, esempio e indirizzo, tendenza, movimento. La radice profonda di questa parola, dall’infanzia all’università, è la maturazione di una coscienza critica, perché spalanca una vita autentica, priva di catene e di schiavitù.
Pur con tutti i suoi limiti, e problemi, la scuola rimane un indispensabile laboratorio di futuro. Le nostre figlie, figli e nipoti dovranno affrontare un futuro diverso dal nostro e a scuola dovrebbero imparare a farlo, attrezzati con una cultura che ne sia all’altezza.
Invece il parcheggio cos’è? Sosta dei veicoli per un periodo di tempo piuttosto lungo, in uno spazio consentito o in una zona appositamente riservata a questo scopo. Probabilmente chi gestisce la città ha messo in sosta il cervello, e ci dice che in quel luogo, in Via XX Settembre, o c’è una scuola o ci sarà un parcheggio è la stessa cosa? Che sciagura mio dio!
Tempo fa un amministratore, che di “zelante ed erudito” non ha nulla, così si è espresso,
“visto che abbiamo nascite zero, abbattiamo le scuole”.
Dopo queste perle di saggezza, la domanda insistente ritorna sempre la stessa:
Sindaco, ma perché vuole abbattere quella scuola?
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente