NARDO' - Quando hai appena trent'anni puoi essere la novità sbarazzina e non convenzionale. E risulti persino simpatico. Ma, a quarant'anni, il rispetto di persone ed istituzioni deve venire prima di tutto. Altrimenti l'antipatia prende il sopravvento e l'azione e gli atteggiamenti, un tempo simpatici, diventano patetici. Con *VIDEO*.
Caro direttore, che tristezza, ma che Consiglio Comunale è questo?
Mi sono collegato per assistere, in diretta, su YouTube, all’ultimo Consiglio Comunale di Nardò. Che squallore!
I consiglieri della maggioranza sembravano di stare lì per caso. Come se non li riguardassero gli argomenti che si stavano discutendo.
Sono andato indietro con la memoria, ai Consigli Comunali di almeno trent’anni fa, in un’aula con scranni degni di questo nome. E non le sedie che ho visto ieri sera in quell’assise, (una riunione di condominio sarebbe stata meglio organizzata, e ben rappresentata).
I rappresentati, di un tempo, molti erano vestiti con giacca e cravatta, e per primo il sindaco. Perché era, e lo è ancora, una sede istituzionale e perciò si deve portare il massimo rispetto. Significa che gli eletti sono lì a rappresentare tutte e tutti i cittadini.
Gli ordini del giorno dei consigli comunali, di trent’anni fa, erano trattati uno ad uno, con cura ed attenta considerazione. Esposti dagli assessori al ramo o dal Presidente, e poi spiegati dai tecnici. Si passava poi alla discussione, e per ultimo al voto. C’era partecipazione, una gran voglia di discutere, con passione vera ed autentica dialettica democratica.
Il consiglio comunale dell’altra sera, ho visto consiglieri, ed assessori, vestiti male, e svogliati. Giubbotti addosso, come per dire che erano lì di passaggio, e momentaneamente. Come se dovessero, quanto prima, andare via. Nessuno è intervenuto, a parte i due consigliere dell’opposizione, per non sbilanciarsi. E forse per non creare imbarazzo alla giunta e al sindaco?
Tutti muti, votavano in fretta e scappano, perché hanno altro da fare. Eppure si parlava del futuro dell’area dove è stata abbattuta la scuola media, di via XX Settembre. Dello smantellamento, l’ennesimo, degli alberi di quel luogo. Ma è meglio far deliberare a chi ha sempre deciso. Loro sono lì per caso e per poco, hanno la partita da vedere, più tardi, su Sky; il figlio da prendere dalla piscina; e il cane ha bisogno di uscire per la passeggiata serale.
Maglioncini e scarpe rosa, jeans e un vestiario casuale, che riproduce la poca deferenza per l’istituzione. I punti letti, dal Presidente, all’ordine del giorno, sembravano di una routine monotona, ripetitiva che anche un bambino delle elementari si sarebbe accorto della fiacca che si batteva in quella sala.
E il Sindaco? Esce, puntualmente, dall’aula ogni volta che parlano i consiglieri dell’opposizione, Piccione e Siciliano.
Una forma di disprezzo per la democrazia, e per i suoi rappresentati, che mal si sposa con la figura di un primo cittadino.
Se in queste aule anche la forma è sostanza, siamo messi malissimo.
Insomma ho assistito ad un Consiglio Comunale che m’ha messo una tristezza unica! L’orchestrina che suonava sul Titanic, mentre affondava, avrebbe messo più allegria.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente