Pillole di resistenza

CHI LAVORA NON HA COLPE E MERITA ENCOMI - Ma la politica che non trova soluzioni è il vero problema della sanità pugliese. Ora speriamo in questo presidente

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Caro direttore, vorrei che questa lettera arrivasse ad Antonio Decaro.WhatsApp Image 2026 07 17 at 12.02.40
Le persone che d’estate soffrono di più il caldo, e accentuano le loro patologie, sono gli anziani, e coloro che hanno patologie pregresse.
Con l'avanzare dell'età, il corpo perde la capacità di regolare la temperatura interna.
Negli anziani, il senso di sete si indebolisce e il caldo accelera la disidratazione. Questo è uno stress termico che aggrava le patologie preesistenti, come i problemi cardiovascolari, respiratori, renali e il diabete.

Due giorni fa una signora anziana di Nardò si è sentita male: mal di testa, vertigini e ipoglicemia. Chiamato il 118, le praticano un Ecg.
Decidono di portarla al P.S. dell’Ospedale di Galatina.
Una volta arrivata al P.S. ha avuto bisogno di andare in bagno. Cortesemente e con attenzione, l’operatrice sanitaria la fa scendere dall'ambulanza, la mette su una sedia a rotelle, e l'accompagna in bagno. Dopo viene posizionata nella sala, in attesa di essere chiamata dal personale sanitario del P.S.

Sottolineo, che nelle due sale, ad aspettare, c’erano almeno 25 persone. Infermieri e personale socio-sanitario correvano come pazzi, per far fronte alle numerosissime richieste dei pazienti.
Dopo qualche minuto è ritornato, dalla signora anziana, un infermiere e le ha chiesto di sedersi sulle panche, perché c’erano poche sedie a rotelle disponibili. E quella serviva per trasportare un'altra persona. Dunque, una donna anziana che è stata portata dal 118, in stato di urgenza, che viene lasciata su una panchetta?

L'Ospedale Santa Caterina Novella di Galatina serve un bacino d'utenza stimato di circa 90.000 abitanti. L'utenza complessiva proviene, oltre che dalla città di Galatina, dai comuni e dai punti del circondario, tra cui Galatone, Nardò, Cutrofiano, Aradeo e Neviano.
La struttura, classificata come ospedale di base all'interno della rete, conta circa 200 posti letto e gestisce oltre alle degenze una grandissima mole di prestazioni ambulatoriali per gli utenti del territorio. E perciò questo P.S. non ha lettighe, barelle e sedie a rotelle a sufficienza per i cittadini che hanno bisogno?
C’era un signore, seduto sul sedile, visibilmente pallido con un ago cannula inserito nel braccio. Si reggeva la testa, e cercava di posizionarsi come poteva, perché si capiva che stava male.

Dopo mezz'ora lo chiamano, lo fanno accomodare all'interno di una delle sale del P.S., perché finalmente si era liberata una lettiga.
Una persona che sta così male, non dovrebbe perlomeno rimanere disteso su una barella, e di tanto in tanto sorvegliato dal personale?

E ribadisco, qui le colpe non sono, nella maniera più assoluta, di chi lavora. E lo fa in condizioni di stress, corre da un angolo all’altro del Presidio Ospedaliero per garantire l’assistenza agli ammalati.
Intanto la donna anziana viene chiamata dopo tre ore d’attesa, e (ricordo) era stata portata lì dal 118. Una volta fatta entrare nella sala è rimasta in sosta altre due ore, prima di essere visitata, e poi praticati esami di laboratorio, e Tac cranica. Dalle 13 è ritornata a casa alle 22 di sera.

Caro Presidente, io continuo, ingenuamente, a meravigliarmi di questo modo di organizzare la sanità. E a stupirmi di come riescono i pochi medici, gli infermieri, il personale socio-sanitario e quello delle pulizie, a tenere in piedi “la baracca” della sanità pubblica. Tra mille carenze, ed enormi scarsità di finanziamenti.

Maurizio Maccagnano
Sindacalista dissidente