Pillole di resistenza

C'ERA UNA VOLTA - E quella dedica al compianto Antonio Vaglio, ennesima nota stonata

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Caro direttore, dove una volta c’era una scuola, con tanti alberi centenari, adesso c’è una spianata di cemento che ospita un parcheggio.WhatsApp Image 2026 07 28 at 12.16.10
Chi è “sensibile alle foglie”, (cito la lettera di una donna che viveva in manicomio e che scriveva a Renato Curcio, fondatore della casa editrice, che diceva, “Chi è sensibile si può rovinare, può morire. Io sono sensibile alle foglie, al povero, al patire”) non può scordare l’urlo disperato, che ancora riecheggia nelle nostre orecchie, di quella tortorella sull’albero della scuola media mentre veniva, violentemente, abbattuto l’albero con il nido dove c’erano i suoi piccoli.

Oggi, a distanza di pochi mesi da quando è stata demolita la scuola di via XX Settembre, assistiamo al fasto italico-neretino, all’inaugurazione di un parcheggio. Da luogo storico, di sapere e cultura, adesso disumanamente metamorfizzato in area di sosta per le auto, arbitrariamente chiamato “giardino”.
Quanta enfasi, e supponenza, per amplificare la costruzione di un semplice posteggio!

Un sindaco che celebra le sue glorie, con la baldanza di dedicare quell'area ad Antonio Vaglio.
Ma non era anche Antonio Vaglio il massimo esponente di "quelli che c'erano prima, i dinosauri del passato"?
Parco Urbano, con alberi piantati da poco e senza verde? Di regola nei parchi urbani non possono entrare le auto, perché sono spazi protetti e pedonali dedicati alle persone, al verde e allo sport. Per parco urbano si intende un sistema cittadino pieno di verde, con attrezzature come insieme di aree con valore ambientale e paesistico o di importanza strategica per l'equilibrio ecologico delle aree urbanizzate, nonché' come insieme di spazi destinati alle attività ricreative, culturali e sportive e del tempo libero. E dunque, quello di via XX Settembre, che specie di parco Urbano è?

E poi l’ennesima nota stonata: un murale dedicato a Charlie Chaplin. Volevo ricordare al sindaco e, all’amministrazione neretina, che Chaplin era profondamente di sinistra, orientato ad un umanitarismo progressista e libertario. La sua arte e la sua vita dimostrano che amava sinceramente la gente comune, in sintonia con gli emarginati a causa della sua infanzia poverissima. Al contrario, visse un rapporto conflittuale e di netto rifiuto verso l'ambiente e il potere politico, con l'élite degli Stati Uniti, che lo perseguitò fino all'esilio.

Insomma, un’altra opera, realizzata da questa amministrazione, una mescolanza, un ibrido senza senso di temi sociali (?) che con il verde, l’ambiente e la rigenerazione urbana non hanno nulla a che fare.
Se guardiamo in particolare al “divenire” di quel muro monotono grigio, piatto e triste che pretende di raccontare la storia di Nardò.
Ribadisco, dove una volta c’era una scuola, con tanti alberi centenari, adesso c’è una spianata di cemento che ospita un parcheggio.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente